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Patrizia Vicinelli

Bologna, 23 Agosto 1943 Bologna, 9 Gennaio 1991

Profilo

Patrizia Vicinelli nasce a Bologna il 23 agosto 1943 da una famiglia benestante. Nei primi anni Sessanta, è fervente animatrice del cosiddetto Gruppo “A”, una variegata compagine di giovani poeti e artisti sperimentali che si ritrova in un’osteria in via dei Poeti a Bologna e che, in breve tempo, trova nella rivista «Bab Ilu», fondata e diretta da Adriano Spatola, un mezzo per esprimersi. Tra i protagonisti del gruppo e della redazione si annoverano Gianni Celati, Miro Bini, Carlo Conti Marcello e Giuseppe Landini. In questo fervido contesto, Vicinelli scrive alcune poesie lineari ‒ come Sono stanca di raccontare (1961), Hai capito la bellezza (1962), Chiedere aiuto a te (1962) ‒ caratterizzate da un tono ironico e polemico, nonché da riferimenti autobiografici. Nel 1963 l’autrice si trasferisce a Roma, dove frequenta musicisti, attori, registi e sceneggiatori della scena underground della capitale come Sylvano Bussotti, Aldo Braibanti, Gianfranco Baruchello, Guido Lombardi e Alberto Grifi. Con quest’ultimo, al quale si lega sentimentalmente, collabora per la creazione di un film-documentario, In viaggio con Patrizia, girato nel 1965 e del film sperimentale Transfert per camera verso Virulentia, girato tra il 1966 e il 1967. Nel frattempo, due componimenti poetici, intitolati Preventivo di castrazione e La premessa è…, trovano una collocazione editoriale sulle pagine di «Ex», rivista romana diretta da Emilio Villa e Mario Diacono. Fin dai primi testi di Vicinelli, la materia verbale è oggetto di frantumazione e, al contempo, di proliferazione di particelle sonore, nel tentativo di fondere azione e parola, gestualità e oralità. Nel 1966, durante il convegno tenutosi a La Spezia, si esibisce con una lettura ad alta voce di alcuni suoi testi ed entra a far parte del Gruppo 63.

L’anno successivo pubblica la raccolta à, a., A, (Milano, Lerici, 1967) sia in volume che su disco ‒ per le edizioni di «Marcatré» ‒, dando luogo a una programmatica commistione tra codici differenti. Accanto alla poesia lineare, ricca di figure retoriche sia di suono che di posizione, si accostano, difatti, poemi visuali di matrice concretista sia poesie sonore, che trovano la loro estroflessione nell’esecuzione incisa sul disco. L’opera, eterogenea e sfaccettata, testimonia i vari tavoli di lavoro poetico di Vicinelli che, seguendo le orme di Villa, qui adotta poliglottismo, distorsione sintattica e tecnica del montaggio. Due anni più tardi, accusata per il possesso di pochi grammi di hascisc, Vicinelli si rifugia in Marocco, conducendo una vita da latitante. Durante questo periodo, realizza il pamphlet-collage Apotheosys of schizoid woman, una plaquette stratificata di poesia visiva che è stata pubblicata solo nel 1979: il volume, costituito da materiale verbale manoscritto, disegni, ritagli di testi a stampa, immagini fotografiche e porzioni di inserti pubblicitari, esprime dissenso politico e disagio sociale nonostante il tono ironico che caratterizza, in termini generali, l’intera produzione poetica di Vicinelli. Tornata in Italia, viene reclusa nel carcere torinese delle “Molinette” da cui evade nel 1976 per poi, l’anno successivo, essere nuovamente arrestata e condotta a Rebibbia: qui, dove resta fino al 1978, organizza un lavoro teatrale, una rivisitazione di Cenerentola in sei ballate, coinvolgendo un’ottantina di detenute. Il testo, dalle finalità educative e impregnato di ideologia femminista, viene pubblicato postumo a cura di Niva Lorenzini su «Poetiche» nel 1997. Negli anni Ottanta, collabora con la rivista «Alfabeta», pubblicando una serie di articoli come VideoFilmFestival (n. 37, 1982, p. 11), Polyphonix (n. 90, 1986, p. 36) e Di versi in versi (n. 107, 1988, p. 22), e con la rivista «2000 incontri», sulla quale pubblica dodici contributi sia di carattere letterario che politico.

Nel 1985 dà alle stampe Non sempre ricordano. Poema epico, opera scritta in tre stesure (1976, 1979 e 1985) e pubblicata in versione ridotta, che si presenta come un testo-partitura in otto sezioni da recitare, caratterizzate da un marcato plurilinguismo a servizio dell’invettiva. Inizialmente costituito da vari tazebao a colori ‒ oggi perduti ‒ e realizzato come un manufatto artigianale, il poema viene poi dattiloscritto per facilitarne la diffusione. I dieci capitoli in dieci cartelle che compongono l’opera raccontano un’avventura di viaggio vissuta dall’eroe che, in un poema epico post-moderno dove si mescidano miti, squarci onirici e riferimenti psicoanalitici, cerca di autodefinirsi senza mai individuare soluzioni definitive. In seguito, Vicinelli scrive I fondamenti dell’essere (1985-1987), dando numerose letture pubbliche parziali con il compagno Gianni Castagnoli: l’opera, dedicata a quest’ultimo e al figlio Giò, è tetrapartita ‒ Il cavaliere di Graal; Il tempo di Saturno; Eros e Thanatos, il canto; Attraversare il fiume ‒ e presenta un percorso iniziatico, ricco di rimandi al mito, che non conduce a una maturazione, a un equilibrio, a un punto di arrivo, in quanto la stasi viene negata in favore di un continuo dinamismo. Tra il 1987 e il 1989 collabora, inoltre, con il trombettista Paolo Fresu producendo, tra i vari progetti, il cd Majakovskij il tredicesimo apostolo con cui partecipano, insieme a Joan Môguel, al Festival di Poesia Sonora di Parma nel 1988 e al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1989. Resta incompiuto Messmer ‒ dedicato a Giannetto Michelagnoli e alla figlia Anastasia ‒, romanzo privo di un vero e proprio sviluppo narrativo che si offre al lettore come uno strabordante flusso di coscienza, a cui l’autrice lavora tra il 1980 e il 1988 e che viene pubblicato postumo nel volume curato da Renato Pedio nel 1994, intitolato Opere (Milano, Scheiwiller). Patrizia Vicinelli muore a Bologna il 9 gennaio 1991.

Opere principali

à, a. A,, Milano, Lerici, 1967.

Apotheosys of a Schizoid Woman, Firenze, Achille Maramotti, 1979 [pubblicato per «Tau/ma», a. IV, n. 6].

Non sempre ricordano. Poema epico, Reggio-Emilia, Aelia Laelia, 1985.

Presenza in antologie

Eventi

Bibliografia critica essenziale

Bello Minciacchi Cecilia (a cura di), Patrizia Vicinelli. Non sempre ricordano: poesia, prosa, performance, Firenze, Le Lettere, 2009.

Bisogno Roberta, Orecchini Fabio (a cura di), La nott’e’l giorno. L’opera poetica, Bologna, Argolibri, 2024.

Gazzola Eugenio, Tempo di Patrizia Vicinelli, in «il verri», a. LXIX, n. 84, Milano, ottobre 2024, pp. 135-141.

Pedio Renato (a cura di), Patrizia Vicinelli. Opere, Milano, All’insegna del pesce d’oro, 1994.

Scheda redatta da Clementina Greco

Ultimo aggiornamento 14 Marzo 2026

Documenti

à, a. A,, Milano, Lerici, 1967.

à, a. A,, Milano, Lerici, 1967.

Apotheosys of a Schizoid Woman, Firenze, Achille Maramotti, 1979. 

Apotheosys of a Schizoid Woman, Firenze, Achille Maramotti, 1979. 

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