Luciana Guatelli
Profilo
Luciana Guatelli nasce a Varese il 3 luglio 1927 da Zayra Riva e Luciano Guatelli. Dopo aver concluso gli studi presso il Collegio San Carlo di Como e il Collegio Sant’Ambrogio di Varese, si iscrive alla Facoltà di Lettere Classiche dell’Università degli Studi di Milano, dove consegue la laurea nel 1950 con una tesi intitolata Il futurismo nella letteratura e nelle arti figurative, discussa con Antonio Banfi, titolare della cattedra di Estetica e figura determinante nella formazione intellettuale della poetessa. L’approccio fenomenologico e razionalistico, caratteristico della cosiddetta “Scuola milanese” di cui Banfi era il principale esponente, aveva già esercitato d’altronde una notevole influenza su autori e autrici per molti versi affini – per immaginario e stile – a Guatelli, quali Vittorio Sereni e Antonia Pozzi.
L’esordio poetico di Guatelli risale tuttavia al periodo che precede la conclusione dei suoi studi universitari: a soli diciannove anni pubblica la raccolta Preludio presso la Tipografia Moroni, che ottiene le prime, seppur tiepide, recensioni di Rutilio Benincasa sulla «Fiera Letteraria» (8 maggio 1947) e di Piero Chiara su «L’Italia» (22 dicembre 1946), il quale ne sottolinea «l’impressionismo sentimentale», nonché la «brevità e la compiacenza al frammento». L’anno successivo appare la seconda silloge, S’inazzurra la costa, alla quale viene riservata un’accoglienza critica maggiormente favorevole, seppur limitata all’area lombarda, come testimonia la recensione di Alberico Sala su «L’Eco di Bergamo» (Incontri in libreria, 28 luglio 1947). Al medesimo periodo risale l’inizio della relazione sentimentale con lo stesso Piero Chiara, il quale sarà una figura centrale nel percorso di maturazione poetica dell’autrice. Nelle prime raccolte Guatelli predilige le misure brevi, la scansione in strofe irregolari e l’impiego del verso libero, caratteristiche che permettono all’autrice di spaziare dalla descrizione di taglio paesaggistico (enfatizzando la geografia lacustre della propria terra) ai temi esistenziali della fine della giovinezza e della tensione tra assenza e presenza, utilizzando un lessico semplice che tuttavia non disdegna il preziosismo classicheggiante.
Dopo la laurea, Guatelli intraprende l’attività di insegnante, dapprima a Losanna, nella Svizzera francese, e successivamente negli istituti tecnici di Varese. Parallelamente, avvia una saltuaria collaborazione con periodici quali «L’Italia», «La Prealpina» e «Il Contemporaneo», pubblicando recensioni che attestano l’ampiezza dei suoi interessi culturali, estesi dalla narrativa di Truman Capote alla produzione di Mario Rigoni Stern, fino al pensiero di Bertrand Russell, di cui recensisce Nuove speranze in un mondo che cambia (Milano, Longanesi, 1952).
Nel 1954 viene inclusa nell’antologia Quarta generazione: la giovane poesia (1945-1954), curata da Luciano Erba e dallo stesso Chiara, nella quale compaiono ben quattro suoi componimenti. Nello stesso anno collabora alla rivista «L’Esperienza poetica», diretta da Vittorio Bodini, confermando una partecipazione, seppur in un ruolo non centrale, al dibattito poetico che in quegli anni tenta una via di superamento della koinè ermetica, articolandosi nelle più diverse linee di ricerca. Dopo la conclusione della relazione con Chiara, avvenuta probabilmente nel 1954, sposa Aldo Battistella nel gennaio del 1955, con il quale avrà l’unica figlia Licia.
Nel 1959 pubblica la terza raccolta, La noia della verità, per l’editore Rebellato di Padova, un volume che ai testi inediti unisce una selezione antologica delle prime due raccolte, attestando una sostanziale continuità per quanto riguarda l’immaginario e le forme impiegate. Dalla documentazione conservata presso l’Archivio Luciana Guatelli del Comune di Varese emerge come, in questa fase, il giudizio di Chiara continui a esercitare un’influenza significativa sia nella scelta dei componimenti da includere nella raccolta sia nell’individuazione del titolo complessivo. Inoltre, è lo stesso Chiara a recensire con toni entusiasti il volume, sottolineando la serietà del dialogo che la poetessa intrattiene con «la propria verità e con la propria storia sentimentale» (Piero Chiara, Luciana Guatelli. La noia della verità, «Cenobio», settembre 1959).
Dopo più di un decennio di silenzio, nel 1971 appare il quarto libro, La sorte ambigua, edito nella collana “Oggetto e Simbolo”. Questo ottiene un notevole riconoscimento critico, conseguendo, tra gli altri, il Premio Letterario Bergamo (1972) e il Premio Letterario Mario Rapisardi di Catania (1975). Nel 1977 esce Il brivido del merlo, che si aggiudica il primo premio al Concorso Monferrato (1978) e al Concorso Letterario Incontri di Primavera di Como (1979). Con l’ultima raccolta, La dama di spade (1980), la poetessa offre un consuntivo delle caratteristiche della propria opera, la quale, pur attraversando una delle stagioni di più intensa sperimentazione poetica dell’intero Novecento, evolve in maniera coerente le proprie coordinate formali. La scrittura si fa, tuttavia, più rarefatta e frammentaria, articolandosi in componimenti brevi contraddistinti da un rigoroso controllo lessicale. Lontana da esiti di matrice avanguardistica, Guatelli continua a proporre il testo poetico nella sua forma tradizionale, orientando la propria riflessione intorno ai nuclei tematici della morte – evocata simbolicamente dalla “dama di spade” –, della precarietà del reale e della natura della verità, giungendo a esiti pienamente consapevoli che attestano l’emancipazione della poetessa dalle esperienze che ne avevano segnato la formazione.
Successivamente alla scomparsa, avvenuta il 10 febbraio del 1983, viene pubblicata la raccolta postuma Ombre cinesi, inclusa nel volume Il fuoco nascosto (2017) a cura di Serena Contini che ospita anche il romanzo Torre d’avorio, unica escursione nel terreno della prosa da parte di Guatelli. Ombre cinesi, composta tra il 1980 e il 1982 rappresenta l’esito più compiuto dell’itinerario poetico dell’autrice e ne testimonia l’irriducibile fiducia nell’istituto della lirica.
Opere principali
Preludio, Varese, Moroni, 1946.
S’inazzurra la costa, Varese, Moroni, 1947.
La noia della verità, Padova, Rebellato, 1959.
La sorte ambigua, Varese, Magenta, 1971.
Il brivido del merlo, Varese, Magenta, 1977.
La dama di spade, Freeman, 1980.
Il fuoco nascosto: Ombre cinesi, poesie. Torre d’avorio, romanzo, Varese, NEM, 2017.
Presenza in antologie
Bibliografia critica essenziale
Contini Serena, Il fuoco nascosto. La poesia di Luciana Guatelli e il suo legame con Piero Chiara, in «Terra e gente», 24, 2016, pp. 23-38.
Ferraris Maria Grazia, Ua singolare generazione: la Milano poetica del primo Novecento, Castiglione di Sicilia, Il convivio, 2018.
Fondi archivistici
L’archivio di Luciana Guatelli è conservato presso il Comune di Varese.
Scheda redatta da Francesco Ferrucci
Ultimo aggiornamento 31 Marzo 2026


