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Maria Benedetta Cerro

Pontecorvo, 25 Gennaio 1951

Profilo

Maria Benedetta Cerro nasce a Pontecorvo, in provincia di Frosinone, il 25 gennaio 1951. Registrata all’anagrafe con il nome di Maria, a due giorni dalla nascita perde la madre e ne prende il nome. Si diploma alle Magistrali e, per aiutare il padre nel suo esercizio commerciale annesso alla falegnameria di famiglia, è costretta a non continuare gli studi. Nonostante ciò, coltiva autonomamente una profonda passione per la lettura e la scrittura, iniziando a comporre i suoi primi testi poetici. Verrà poi chiamata come supplente nella scuola primaria, prima di vincere il concorso magistrale ed entrare di ruolo nelle scuole, avviando l’attività dell’insegnamento, che porterà avanti per un quarantennio con grande entusiasmo e spirito di iniziativa: per avvicinare gli studenti alla parola poetica, avvierà numerosi laboratori e progetti di scrittura creativa. Nel 1975 si sposa e si trasferisce a Castrocielo, in provincia di Latina, dove vive tutt’ora. Due anni dopo mette al mondo una bambina, e il marito la incoraggia nella diffusione dei propri testi, che ottengono immediati e qualificati riscontri. Grazie all’incontro e alla frequentazione con Raffaele Pellecchia, si avvia a un lavoro di scrittura più consapevole e rigoroso, forte di studi di letteratura italiana e straniera. Stende così la prima raccolta, Ipotesi di vita, insignita del Premio-pubblicazione Carducci-Pietrasanta.
Nell’occasione del premio Carducci-Pietrasanta incontra, tra gli altri, Giovanni Giudici, Walter Binni e Silvio Guarnieri, con i quali intrattiene anche scambi epistolari. Nel numero 103/104 della rivista «Forum/Quinta Generazione» di Forlì, importante fucina di poesia secondonovecentesca, in primis – ma non solo – femminile, vengono antologizzati alcuni suoi testi, e Cerro viene definita meritevole di un «posto di assoluto rilievo tra le giovani voci» (AA. VV., Antologia. Maria Benedetta Cerro, in «Forum/Quinta Generazione», n. 103/104, 1983, p. 28). In questa sede si segnalano, inoltre, le sue vittorie ai premi letterari Bari-Marina di Palese, e Giovanni Joergensen-Assisi come primo posto. A scriverne e recensirne i testi per la casa forlivese si ricordano, tra gli altri, Elio Filippo Accrocca, Giorgio Barberi Squarotti, Raffaele Pellecchia, Riccardo Scrivano ed Elena Clementelli. Quest’ultima riconosce nella voce di Cerro «un mondo impietosamente registrato, senza concessioni al sogno o alla rassegnazione, ma, insieme, riscattato nell’equilibrio di una consapevolezza, maturata nella sofferenza, di un proprio inalienabile compito di vita e di umana solidarietà» (Ivi, p. 33).
Nell’attesa di una soluzione editoriale – che tarda a venire –, nel 1984 vince il premio-pubblicazione ‘I Dioscuri’ con la plaquette Licenza di viaggio. Questi anni conosce anche Giacinto Spagnoletti, che accoglie nella collana ‘I testi’ di Lacaita Ipotesi di vita: il libro esce nell’87 con postfazione di Raffaele Pellecchia e prefazione di Riccardo Scrivano. In questi anni si colloca anche l’incontro con il poeta e artista Elmerindo Fiore, tra i fondatori del gruppo ‘Artmedia’, poi fondamentale per l’apertura della poetica di Cerro verso i linguaggi dell’arte concettuale. L’anno successivo Cerro è inclusa nell’antologia regionale La poesia nel Lazio pubblicata per i tipi di Forum/Quinta Generazione a cura di Raffaele Pellecchia.
Qualche anno più tardi esce Nel sigillo della parola (1991), raccolta che si distingue per un uso insistito di parallelismi e un marcato fonosimbolismo, nonché l’utilizzo frequente di apostrofi, che conferisce ai testi una forte tensione dialogica. Non mancano, inoltre, richiami intratestuali alle opere precedenti, come nel testo, omonimo della prima raccolta, Licenza di viaggio, o anticipazioni delle raccolte successive, come in Dissipazione, in cui Cerro dice di essere ‘aggrappata alle pietre’). L’intera raccolta, articolata in diverse sezioni introdotte da epigrafi significative – Umberto Saba, Jacques Maritain, Katherine Mansfield – vuole essere un attraversamento integrale e consapevole del dolore, e restituisce un io poetico profondamente segnato dalla sofferenza ma al tempo stesso vigile e presente a sé stesso.
Nello stesso anno vede la luce anche Lettera a una pietra, uscito per i tipi di Confronto, con una prefazione di Manfredo Di Biasio. La raccolta, che interroga ancora la persistenza di un dolore, ottiene il premio pubblicazione ‘Libero de Libero’, insieme a Maura Del Serra. La metà degli anni Novanta è segnata, oltre alla decadenza dell’azienda familiare, anche da gravi lutti, che segnano un ripiegamento su sé stessa e una drastica riduzione degli impegni letterari cui corrisponde, però, un crescente riconoscimento della sua opera nel panorama poetico contemporaneo. Cerro è citata e valorizzata in saggi e antologie come Frammenti di un discorso amoroso nella scrittura epistolare moderna a cura di Anna Dolfi (Roma, Bulzoni, 1992), La parola ritrovata. Ultime tendenze della poesia italiana, a cura di Maria Ida Gaeta e Gabriella Sica (Venezia, Marsilio, 1995) e Dal pensiero ai segni. Idee e versi alle soglie del terzo millennio, a cura di Dante Cerilli (Foggia, Bastogi, 1999).
Nel 1997 pubblica poi
Il segno del gelo, affidato ai tipi di Perosini e prefato da Raffaele Manica, prima raccolta di una trilogia caratterizzata da un movimento ‘catabatico’, cui segue progressivamente una risalita verso la luce.
Nel nuovo millennio, Cerro prosegue con continuità la sua attività poetica: nel 2003 pubblica per Manni Allegorie d’inverno, con prefazione di Marcello Carlino, raccolta che rientra nella terna dei finalisti al Premio Frascati ‘Antonio Seccareccia’, insieme ad Antonella Anedda: il libro accoglie in copertina un’opera dell’amico artista Elmerindo Fiore, conosciuto a fine anni ’80. Nel 2009 esce poi, per l’editore Sciascia, Regalità della luce, su invito di Franco Zangrilli, conosciuto in occasione di un convegno a Ripi. L’opera, che riporta in copertina un’opera dell’artista Italo Scelza, è prefata dal poeta verbo-visivo Giovanni Fontana.
Nel 2012, per LietoColle, esce La congiura degli opposti, che ottiene il premio ‘Città di Arce’. Secondo il parere critico di Tommaso Di Brango, queste due ultime opere, insieme a Lo sguardo inverso (2018), costituiscono una trilogia marcatamente ascensionale: vi emergono infatti numerosi riferimenti biblici, che contribuiscono a costruire un’atmosfera di sacralità diffusa.
Il 2018 è un anno particolarmente fecondo e vede la pubblicazione di due raccolte: Lo sguardo inverso (LietoColle) e La soglia e l’incontro (Edizioni Eva), quest’ultima dedicata all’amico e maestro Riccardo Scrivano. Qualche anno più tardi, nel 2022, il sesto volume della collana Poeti del Centro Italia, edito da Macabor, le dedica una sezione monografica dal titolo Quando la parola trema di eternità.
Nel 2023 esce Prove per atto unico, che vince il Premio pubblicazione ‘Vincenzo Pistocchi’: la raccolta assume come metafora chiave la ‘città poetica’, da intendersi come spazio di elaborazione individuale e collettiva, e incorpora nei versi l’esperienza pandemica del lockdown. Anche i due anni successivi sono particolarmente prolifici: nel 2024 esce Banchetto con melagrana, il cui titolo anticipa, programmaticamente, il tema chiave della relazionalità (richiamato dall’immagine conviviale) e dell’antitesi tra vita e morte (riassunta nel simbolo cristico della melagrana). La raccolta si distingue, inoltre, per un dialogo a fitta trama con le arti visive: i testi sono affiancati da opere pittoriche, e si moltiplicano i riferimenti agli artisti della contemporaneità e della storia.
Nel 2025 esce l’ultima raccolta, Corrispondenze. Si tratta di un’opera antologica e insieme dialogica, che coinvolge ventuno poeti di diverse generazioni e, in quanto tale, dà forma e spazio a un confronto poetico intergenerazionale: a ciascun testo degli autori selezionati viene affiancato un testo ‘a specchio’ di Cerro, instaurando un dialogo poetico che fa della relazione il proprio principio costitutivo.

Opere principali

Licenza di viaggio, Sora, Edizioni dei Dioscuri, 1984.
Ipotesi di vita, Manduria, Lacaita, 1987.
Nel sigillo della parola, Abano Terme, Piovan, 1991.
Lettera a una pietra, Fondi, Edizioni Confronto, 1992.
Il segno del gelo, Zevio, Perosini, 1997.
Allegorie d’inverno, San Cesario di Lecce, Manni, 2003.
Regalità della luce, Caltanissetta-Roma, Salvatore Sciascia Editore, 2009.
La congiura degli opposti, Faloppio, LietoColle, 2012.
Lo sguardo inverso, Faloppio, LietoColle, 2018.
La soglia e l’incontro, Venafro, Edizioni Eva, 2018.
Prove per atto unico, Francavilla Marittima, Macabor Editore, 2023.
Banchetto con melagrana, Alatri, Gottifredo Edizioni, 2024.
Corrispondenze, Francavilla Marittima, Macabor Editore, 2025.

Presenza in antologie

Collaborazioni a riviste

Bibliografia critica essenziale

Cazzador Nella, Lo sguardo che accende il buio. Riflessioni sulla poesia di Maria Benedetta Cerro, Francavilla Marittima, Macabor, 2025
Cerilli Dante (a cura di), Dal pensiero ai segni. Idee e versi alle soglie del terzo millennio, Foggia, Bastogi, 1999
Dolfi Anna, Frammenti di un discorso amoroso nella scrittura epistolare moderna, Roma, Bulzoni, 1992
Iannacone Amerigo, Nuove testimonianze. Interventi critici, Venafro, Edizioni Eva, 2005
Linguaglossa Giorgio, Appunti critici. La poesia italiana del tardo Novecento tra conformismi e nuove proposte, Roma, Edizioni Libreria Croce-Edizioni Scettro del Re, 2022
Pellecchia Raffaele (a cura di), Poeti del Lazio, Forlì, Forum/Quinta Generazione, 1988
Pellecchia Raffaele, Con le parole/Oltre le parole. Saggi di letteratura contemporanea, Pesaro, Metauro, 2007
Perilli Plinio, Melodie della terra, Firenze, Crocetti, 1997
Scrivano Riccardo, Letture e Lettori. Appunti di critica letteraria, Pesaro, Metauro, 2010
Vincenzi Bonifacio (a cura di), Poeti del Centro Italia. Maria Benedetta Cerro: quando la parola trema di eternità, vol. VI, Francavilla Marittima, Macabor, 2022
Zangrilli Franco, La Ciociaria tra scrittori e cineasti, Pesaro, Metauro, 2004

Scheda redatta da Lucia Battistel

Ultimo aggiornamento 20 Giugno 2026

Documenti

Maria Benedetta Cerro

Maria Benedetta Cerro

Maria Benedetta Cerro alla presentazione di Banchetto con melagrana (7 giugno 2025)

Maria Benedetta Cerro alla presentazione di Banchetto con melagrana (7 giugno 2025)

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