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Maria Lenti

Urbino, 15 Dicembre 1941

Profilo

Maria Lenti nasce a Urbino il 15 dicembre 1941. Comincia a lavorare giovanissima come impiegata e poi come commessa in una cartolibreria urbinate. Conclusa la maturità, si laurea in lettere e prende servizio come insegnante in una scuola media a Gazzo Padovano, dove si tratterà per quattro anni. Si sposta poi in varie località marchigiane, tra cui Pergola, Cagli, Urbania, Fossombrone e, infine, torna a Urbino, insegnando italiano, latino e storia nelle scuole superiori, lavoro che la terrà impegnata fino al 1994.
Il suo esordio poetico si data al 1972, anno di uscita della raccolta Altro tempo, presentata da Gualtiero De Santi – critico che scriverà la prefazione di altri suoi libri di poesia (tra cui Albero e foglia e Segn e artaj). Si tratta di un libello di ventidue poesie che fanno dell’enumerazione e dell’anafora le sue cifre stilistiche ricorrenti – il primo testo, Alienazione, in cui la poetessa elenca, unendoli in rima baciata, gli oggetti della sua attesa, ne rappresenta l’esempio paradigmatico. L’anno successivo comincia a dedicarsi anche alla stesura di poesie poi pubblicate in edizioni d’arte, attività che la accompagnerà per tutta la vita. Nel 1973, nello specifico, affianca tre sue poesie a sette litografie di Ettore Pagnoni. La maggior parte delle altre edizioni d’arte e delle plaquettes verrà poi pubblicata tra fine anni ’90 e inizio anni Duemila. Tra queste, ricordiamo Utopia, pubblicata con una litografia di Karl Denning (Urbino, Stamperia Posterula, 1993), che poi comparirà anche nella terza raccolta poetica Sinopia per appunti. Nel 1998 escono invece Versi allineati e alfabetici, con un’incisione di Pietro Capozucca (i testi sono Muro, Pietra e Proiezione). Del 1999 è poi la triplice collaborazione con l’artista Adalberto Borioli: escono Ottobre (Milano, Pulcinoelefante, gennaio 1999), Bel canto (Milano, Pulcinoelefante, settembre 1999) e Melopea (Milano, Pulcinoelefante, dicembre 1999), accompagnati da tempere di Borioli. Si ricordi poi Terra, plaquette pubblicata nel 2003 (Fano, Nuove Carte) con un’acquaforte di Simonetta Melani e una nota critica di Katia Migliori e, tra le più recenti, Beatrice e le altre: a Dante, uscite con uno scritto di Loredana Magazzeni e una stampa di Susanna Galeotti (Urbino, VivArte, 2022) e, infine, Ombre, poesia accompagnata da un’acquaforte di Giordano Perelli (Fano, Nuove Carte, 2023).
Esattamente dieci anni più tardi dell’esordio poetico, Lenti pubblica, sulla scorta dell’omonima opera tolkeniana del ’64, Albero e foglia, scegliendo stavolta i tipi di Forum/Quinta Generazione. Due poesie tratte da questo secondo libro vengono poi pubblicate su «Stilb» di Fabio Doplicher («Stilb», III, 12/13, novembre-febbraio 1982/1983), fucina di pensiero e poesia marchigiano su arti e spettacolo di breve ma attivissima vita (1981-1983), su cui scrissero anche noti nomi come Giorgio Albertazzi, Giorgio Caproni, Ruggero Jacobbi, Romano Luperini, Giuliano Manacorda, Edoardo Sanguineti, Paolo Volponi e Amelia Rosselli.
La pubblicazione di questo secondo libro di poesia per la casa editrice Forum/Quinta generazione le permette inoltre di unire alla propria voce al già vivissimo coro di poetesse e poeti gravitanti attorno a Forlì. Qualche anno più tardi, nel 1985, scrivono infatti di lei, sulla rivista della casa editrice, Giorgio Barberi Squarotti, Mariella Bettarini, Giancarlo Majorino, Francesco Paolo Memmo («Forum/Quinta Generazione», XIII, 127/128, gennaio-febbraio 1985). È da ricordare inoltre, in chiusura del decennio, l’uscita di Endecasillabare che non trovo (Urbino, Quattro Venti, 1989), pubblicato a conclusione e coronamento del laboratorio di scrittura poetica istituito in seno alla cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea della Facoltà Magistero dell’Università di Urbino. Il volumetto, prefato da Donatella Marchi, raccoglie poesie di nove poeti (di cui tre donne, oltre alla stessa Lenti: Elena Marani, Cristina Contento, Stella Mei). I testi di Lenti qui antologizzati sono Per X., Lista di sbarco, Sogno con X., Urbino, Tappeto, Similitudine ’87. Quindici anni più tardi è il tempo, invece, di Sinopia per appunti (1997), che esce per la casa editrice pescarese Tracce. La raccolta è anticipata da numerose pubblicati su riviste come «La Rosa» (1, gennaio 1984), «Inoltre» (34, agosto-settembre 1986), «Frontiere nuove» (II, 1, febbraio 1987), «La collina» (8, giugno 1987); «Hortus» (II, 1, 1988); «La Corte» (12, estate 1991) e «Verso» (6, 1991). Nello stesso anno della pubblicazione, Sinopia per appunti riceve anche il 2° premio di poesia ‘Alpi Apuane’.
Nel nuovo millennio è poi il tempo di Versi alfabetici (2004), la cui pubblicazione era stata anticipata, qualche anno prima, dalla pubblicazione dalla cartella d’arte Versi allineati e alfabetici: si tratta di testi ordinati secondo criterio alfabetico, chiamati da Lenti ‘cantilene o litanie’, che si presentano come giochi linguistici colti, sperimentazioni con il linguaggio che fanno propria anche la modulazione fiabesca e favolistica. Segue, l’anno successivo, Il gatto nell’armadio (2005), in cui, facendo ancora una volta ampio uso dell’enumerazione, la poetessa guida il lettore attraverso le stanze della propria casa e, nel 2009, Cambio di luci.
Escono poi Ai piedi del faro (2016) ed Elena, Ecuba e le altre (2019), in cui il ricordo delle donne della mitologia antica viene evocato per dare un senso ulteriore al quotidiano. Le ultime due raccolte poetiche, Arcorass. Rincuorarsi (2020) e Segn e artaj. Segni e ritagli (2024), uscite entrambe per i tipi di Puntoacapo, sono accomunate dall’ampio uso del dialetto urbinate e un tono insieme intimistico e civile: una voce che non manca di gravità ma resta sempre misurata, senza indugi nell’eccesso.
A fare da controcanto e complemento alla propria produzione poetica, Lenti si è dedicata anche alla stesura di racconti e narrativa breve. Tra questi, si ricordano l’agile raccolta di tre racconti Passi variati (Pescara, Tracce, 2003), Due ritmi una voce (Cesena, Il Vicolo, 2006), una raccolta di poesie in un piccolissimo formato che presentano inserti linguistici in dialetto urbinate e in francese, e Certe piccole lune (Rimini, Fara Editore, 2017), con cui vince il concorso ‘narrabilando’ dell’editore Fara. Tra i recentissimi, si annoverano anche Apologhi in fotofinish. Racconti e altri scritti (Rimini, Fara Editore, 2023), illustrato da Dante Zamperini, e La luna non cade (Urbino, VivArte, 2025), che raccoglie alcuni scritti dei primi anni Duemila inizialmente pubblicati sul «Corriere Adriatico». Anche in questo caso, il volumetto è accompagnato da alcuni disegni, a cura dell’artista Oliviero Gessaroli.
Lenti si è dedicata anche a opere saggistiche e di critica. In particolare, ha curato, con Gualtiero De Santi e Roberto Rossini, il volume Perché Pasolini. Ideologia e stile di un intellettuale militante (Firenze, Guaraldi, 1978), che raccoglie, tra gli altri, interventi di Volponi, Bellezza, Bettarini, Marchi e Panicali. Si è dedicata assiduamente anche all’osservazione e alla critica della poesia contemporanea meno frequentata, indagandone il dialogo con la tradizione letteraria canonica e canonizzata, come testimoniano alcuni saggi critici come La presenza di Leopardi in alcuni poeti marchigiani, in Poesia marginale e marginalità della poesia (in «Marche Oggi», Quaderni del Marchingegno, 1, giugno 1980) e la pubblicazione di Cartografie neodialettali. Poeti di Romagna e d’altri luoghi (Villa Verrucchio, Pazzini, 2014), nonché la cura di antologie come Dentro il mutamento (Roma, Fermenti, 2011), volume antologico di poeti italiani contemporanei e Il mantello aperto (Roma, Fermenti, 2020), dedicato invece ai narratori italiani. Ha curato, inoltre, anche la prefazione di libri di poesia di colleghe e amiche come Patrizia Papili Marchionni (La madre scoiattolo, Spinea, Edizioni del Leone, 1998) e Annateresa Vichi Albanesi (Debutto a sipario chiuso, Spinea, Edizioni del Leone, 2003). Per Vichi Albanesi ha firmato anche la postfazione a Ogni finestra chiusa (Cesena, Il Ponte Vecchio, 2005).
Oltre all’insegnamento scolastico e all’attività critico-letteraria, si è sempre dedicata anche al giornalismo e all’attivismo politico-culturale: è stata corrispondente de «L’Unità» e di «Paese Sera» dal 1976 ai primi anni Ottanta. Nel 1994 è stata eletta deputata al Parlamento per Rifondazione Comunista. Rieletta nel 1996 – e confermata fino al 2011 – è stata, inoltre, componente della commissione ‘Cultura, Scuola, Spettacolo, Sport’ per il collegio di Urbino.
Attualmente vive a Urbino, ma divide il proprio tempo tra il capoluogo marchigiano e Roma.

Opere principali

Un altro tempo, Padova, Rebellato, 1972.
Albero e foglia, Forlì, Forum/Quinta Generazione, 1982.
Sinopia per appunti, Pescara, Tracce, 1997.
Versi alfabetici, Urbino, QuattroVenti, 2004.
Il gatto nell’armadio, Santarcangelo, Fara, 2005.
Cambio di luci, Ancona, Canalini & Santoni, 2009.
Ai piedi del faro, Milano, La Vita Felice, 2016.
Elena, Ecuba e le altre, Osimo, Arcipelago Itaca, 2019.
Arcorass. Rincuorarsi, Pasturana, puntoacapo, 2020.
Segn e artaj. Segni e ritagli, Pasturana, puntoacapo, 2024.

Bibliografia critica essenziale

AA.VV., «Quinta Generazione», XIII, 127/128, gennaio-febbraio 1985.
De Santi Gualtiero, La bella gioventù, in «Quinta Generazione», XII, 123/124, settembre-ottobre 1984.
Garufi Guido (a cura di), La poesia delle Marche. Il Novecento, Ancona, Il Lavoro Editoriale, 1998.
Garufi Guido (a cura di), La poesia delle Marche. Il Novecento e oltre, Ancona, Edizioni a/e, 2021.
Lenti Maria, https://www.marialenti.it/wp/#ML-NHS [ultima consultazione: 20/06/26].
Piga Francesco, Poeti nei dialetti delle Marche, Roma, Cofine 2025.

Scheda redatta da Lucia Battistel

Ultimo aggiornamento 20 Giugno 2026

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