Giusi Verbaro
Profilo
Giusi Verbaro (all’anagrafe Giuseppina Laetitia Cipollina) nasce il 26 marzo 1938 a Catanzaro, dove trascorre l’infanzia e l’adolescenza, per poi trasferirsi a Firenze nel 1956 e nuovamente in Calabria nel 1961. A questi due luoghi è legata la sua poesia e le sue tante relazioni e amicizie letterarie, in primis quella con Mario Luzi e Mariella Bettarini. Nel 1961 si laurea a Firenze in biologia e la sua formazione scientifica si rivelerà fondamentale nella definizione del linguaggio poetico della prima fase, connotato da un lessico di ascendenza biologica e contraddistinto da rigore e ricercatezza sperimentale. L’esordio di Voglio essere voce del 1971, sebbene apprezzato da intellettuali del calibro di Bosco, Sansone e Zappone, sarà infatti presto rinnegato dalla poetessa, che a partire da Traiettorie e traslazioni elaborerà un linguaggio più complesso e consono alla temperie poetica degli anni settanta, non privo di ascendenze surreali e psicoanalitiche. Con Traiettorie e traslazioni, nel 1979, ha così inizio un percorso poetico caratterizzato da un approccio sperimentale, all’insegna del dialogo fecondo tra parola e scienza, che la poetessa definisce «bio-poesia», in cui parola e corpo concorrono alla costruzione di un campo di energia vitale ed espressiva di grande originalità e intensità. Le raccolte di questa fase confluiranno nel 1988 nel volume Itaca, Itaca… che accoglie anche una ricca e variegata antologia della critica, testimonianza del pubblico riconoscimento di cui gode l’autrice alla fine del decennio. Tutte edite per la Forum Quinta Generazione di Forlì, a eccezione di Mediazioni e ipotesi per maschere (Vallecchi, Firenze), è proprio con questa casa editrice – la cui importante funzione di ampliamento del campo poetico nei decenni 80 e 90 andrebbe meglio indagata – che Verbaro stringe un sodalizio proficuo e duraturo: oltre alla cura dell’antologia Poeti della Calabria (1982), volume di un’interessante serie incentrata sulla poesia contemporanea nelle diverse regioni d’Italia, è redattrice della rivista «Quinta Generazione», fondata e diretta da Giampaolo Piccari, che la concepisce come spazio corale in cui far fiorire i poeti di una nuova epoca, quelli della Quinta Generazione in cui la stessa Verbaro si colloca. In questo periodo le sue poesie vengono accolte da varie antologie di poesia femminile, tra cui Care donne, curata da E. Malagò e G. Prosperi (Forlì, Forum/Quinta generazione, 1980). Nel 1982 esce la raccolta Un Dio per la domenica, connotata dall’impegno civile, che accoglie liriche dalla precisa connotazione regionale. Giusi Verbaro è inoltre sempre più dedita alla scrittura critica: molti dei suoi saggi sulla poesia contemporanea sono raccolti nel volume Le alchimie dello stregone (Soveria Mannelli, Rubbettino, 1984). Si dedica a un’opera indefessa di promozione culturale e di divulgazione poetica, mediante una militanza culturale di grande valore sociale e fondando e gestendo importanti Premi letterari, tra i quali si ricorda il Premio di narrativa, poesia e saggistica Nicolina Cortese Siciliano – Città di Catanzaro.
A partire dalla seconda metà degli anni Ottanta si fa sempre più solido il suo rapporto col mondo dell’arte, testimoniato da scritti di critica e dall’allestimento di numerose e pregevoli cartelle d’arte (Appunti d’autunno con G. Marziano – 1988, Nostos con A. Russo – 1998, Fondali con D. Scorza – 2001, Angeli con V. Rinaldi – 2009, Lunario 2009 e Lunario 2010 con A. Pino, 2008-2009).
Appunti d’autunno, tradotta successivamente in francese da Paul Courget per “Les amis de la poésie”, inaugura una nuova fase nell’iter poetico di Verbaro, in cui la tematica amorosa diventa pretesto di una profonda indagine introspettiva, che utilizza la parola come strumento analitico del sé, anche attraverso un’attenzione precipua alla sua valenza fonica. Questa fase è circoscrivibile sostanzialmente al lustro 1988-1993 e alle cinque sillogi poetiche L’Eroe (1989), Otto tempi d’amore (1989), Per amore, per follia. Poesie d’amore 1980-1990 (1991), Le lune e la Regina (1993) e L’amore possibile (2006). In esse la parola poetica, impregnata di passioni, emozioni e misteri, inizia a disvelarsi, presentandosi melancolica eppure acrobatica, violenta ma contestualmente ironica, sempre e comunque alla ricerca di una struttura razionale. A questa fase va ricondotta anche la curatela dell’antologia poetica L’amorosa avventura. Antologia della poesia d’amore italiana contemporanea, uno dei pochi casi nel Novecento poetico di allestimento antologico non di genere curato da una donna.
Il terzo tempo della poetica di Verbaro è invece scandito da una ricerca memoriale fondata su un accentuato simbolismo e da un acuirsi della percezione dell’ombra e dell’invisibile, in cui la linearità della storia e degli eventi lascia il posto a una circolarità bergsoniana. Questo periodo è caratterizzato dalla pubblicazione di Nel nome della madre (1997), Luce da Hakepa (2001), Isola (2004), Solstizio d’estate (2008), La casa sulla scogliera (2011) e Il vento arriva da uno spazio bianco (2013).
Tra gli anni settanta e il 2013 il percorso di Giusi Verbaro è scandito da rilevanti riconoscimenti critici, testimoniati tra l’altro dalla vittoria di numerosi premi (tra i tanti: Premio Pisa, Regium Julii, Nicolardi, Nuovo Molise, Bari Palese, San Nicola Arcella, Anassilaos, Ceppo, Camaiore).
Negli ultimi anni della sua produzione scrive l’unico racconto edito in vita, La badante (in AA.VV., Nate a lavorare. Racconti inediti di 39 scrittrici italiane, a cura di M. Jatosti e R. Berardi, Ravenna, Edizioni del Girasole, 2003, pp. 260-264), e i saggi sulla poesia confluiti nel volume postumo Le tracce nel labirinto (a cura di C. Verbaro, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2019), che si interroga sulla «valenza sociale ed educativa della poesia». Esce postumo nel 2021 anche il romanzo breve, composto nel 1968, Marta (a cura di C. Verbaro, Roma, Lebeg).
Giusi Verbaro muore improvvisamente il 27 agosto 2015 a Soverato, di fronte all’amato mar Jonio. Le sue carte, comprensive di un ricco carteggio coi maggiori poeti del Novecento, sono conservate presso l’Archivio per la scrittura e la memoria delle donne A. Contini Bonacossi, presso l’Archivio di Stato di Firenze.
Opere principali
Voglio essere voce, Presentazione di Domenico Zappone, p. 6, Bologna, Regione Letteraria, 1971.
Traiettorie e traslazioni, Presentazione di Mario Pomilio, pp. 7-8, Forlì, Forum/Quinta generazione, 1979.
A valenze variabili, Presentazione di Walter Mauro, pp. 5-7, Forlì, Forum/Quinta generazione, 1981.
Un dio per la domenica. Calabria: fughe e radici, Prefazione di Mario Sansone, pp. 11-17, Nota critica di Antonio Piromalli, pp. 19-20, Catanzaro, F.A.T.A, 1982.
Mediazioni e ipotesi per maschere, Firenze, Nuovedizioni Enrico Vallecchi, 1985.
Utopia della pazienza, con una Lettera di Mario Luzi, p. 5, Nota critica di Giovanni Ramella Bagneri, p. 57, Forlì, Forum/Quinta generazione, 1986.
Itaca Itaca…, Presentazione di Franco Di Carlo, pp. 5-6, Forlì, Forum/Quinta generazione, 1988 (contiene A valenze variabili I-XX, Mediazioni e ipotesi per maschere I-XX, Utopia della pazienza I-XXII).
Appunti d’autunno, con Giovanni Marziano, traduzione francese di Paul Courget, Parma, Edizioni Delta, 1988.
L’eroe, Prefazione di Giuseppe Amoroso, pp. 9-13, Fondi, Edizioni Confronto, 1989.
Otto tempi d’amore, disegni di Giovanni Marziano, Catanzaro, Grafiche Abramo, 1989.
Per amore, per follia. Poesie d’amore 1980-1990, Presentazione di Nicola Merola, pp. 5-9, Cosenza, Edizioni Periferia, 1991.
Le lune e la Regina, Prefazione di Giampaolo Rugarli, Prima che si spenga il lume, pp. 5-11, Castel Maggiore (BO), Book editore, 1993.
Nel nome della madre. Ritratto di signora e altre figure, Introduzione di Donato Valli, Ut narrare poësis, pp. 7-18, Lecce, Manni, 1997.
Nostos, con Alessandro Russo, Catanzaro, Stamperia d’arte L’Alternativa, 1998.
Luce da Hakepa, con una Lettera di Mario Luzi, p. 7, Castel Maggiore (BO), Book editore, 2001.
Fondali, con Dario Scorza, Catanzaro, Stamperia d’arte L’Alternativa, 2001 (contiene una scelta antologica da Mediazioni e ipotesi per maschere, Utopia della pazienza, Itaca Itaca, L’eroe, Per amore, per follia, Le lune e la Regina, Nel nome della madre, Luce da Hakepa).
Isola, Presentazione di Rossella Morrone, Lungo le rotte di Odisseo, pp. 9-16, Catanzaro, Stamperia d’arte L’Alternativa, 2004.
L’amore possibile, Catanzaro, Stamperia d’arte L’Alternativa, 2006.
Solstizio d’estate. Romanzo in poesia, Prefazione di Donato Valli, Ritorno al canto, pp. 5-8, Lecce, Manni, 2008.
Lunario 2009. Il tempo, le stagioni, i ritorni, con Alfredo Pino, Catanzaro, Stamperia d’arte L’Alternativa, 2008.
Lunario 2010. Il tempo, le stagioni, i ritorni, con Alfredo Pino, Catanzaro, Stamperia d’arte L’Alternativa, 2009.
Angeli, con Vanni Rinaldi, Catanzaro, Stamperia d’arte L’Alternativa, 2009.
La casa sulla scogliera. Poesie 1997-2010, Introduzione di Donato Valli, Ut narrare poësis, pp. 7-12, Catanzaro, Stamperia d’arte L’Alternativa, 2011.
Il vento arriva da uno spazio bianco, Prefazione di Daniele Maria Pegorari, pp. 5-8, Giuseppe Panella, Notizie dalla casa del vento. La poesia come narrazione spirituale in Giusi Verbaro, pp. 121-130, Novara, Interlinea, 2013.
«La parola che quadra e che scompiglia». Poesie 1971-2013, a cura di Caterina Verbaro, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2025.
Collaborazioni a riviste
Bibliografia critica essenziale
Crupi Pasquino, Storia della letteratura calabrese. Autori e testi. Novecento, vol. IV, Cosenza, Periferia, 1997, pp. 194-196, 463-464.
Gaudio Alessandro, La censura e la maschera. Note di psicanalisi e sintassi sulla bio-poesia di Giusi Verbaro, in «Capoverso», 31, gennaio-giugno 2016, pp. 72-74.
Iacopetta Salvatore, Giusi Verbaro poeta dell’anima, Firenze, Florence Art Edizioni, 2025.
Lanuzza Stefano, Lo sparviero sul pugno. Guida ai poeti italiani degli anni ottanta, Milano, Spirali, 1987, pp. 92, 256, 273.
Minervino Mauro Francesco, Senza fine, senza terra. Metafore del viaggio nella poesia di Giusi Verbaro, Castel Maggiore (BO), Book Editore, 2003.
Panella Giuseppe, La biologia perfetta di Giusi Verbaro, in «Poesia», XXXI, 336, aprile 2018, pp. 70-72.
Pellegrini Ernestina (a cura di), Scritture femminili in Toscana. Voci per un autodizionario, Firenze, Le Lettere, 2006, pp. 25, 309-313.
Piromalli Antonio, in La letteratura calabrese. Il Novecento, vol. II, Cosenza, Pellegrini, 1996, pp. 235-237.
Reina Luigi, Il ritorno di Orfeo, in Poesia e regione. Un secolo di poesia in Calabria, a cura di Luigi Reina, Salerno, Edisud, 1991, pp. 129, 136-139.
Verbaro Caterina, Il viaggio della parola. Per un’edizione della poesia di Giusi Verbaro, in Giusi Verbaro, La parola che quadra e che scompiglia. Poesie 1971-2013, a cura di Caterina Verbaro, Soveria Mannelli, Rubbettino, pp. 9-15.
Zagarrio Giuseppe, Giusi Verbaro Cipollina, in Febbre, furore e fiele. Repertorio della poesia italiana contemporanea 1970-1980, a cura di Giuseppe Zagarrio, Milano, Mursia, 1983, pp. 331-332, 576.
Fondi archivistici
Le sue carte, comprensive di un ricco carteggio coi maggiori poeti del Novecento, sono conservate presso l’Archivio per la scrittura e la memoria delle donne A. Contini Bonacossi, presso l’Archivio di Stato di Firenze.
Scheda redatta da Salvatore Iacopetta
Ultimo aggiornamento 20 Giugno 2026