Mirella Bentivoglio
Klagenfurt, 28 Marzo 1922 Roma, 22 Marzo 2017
Profilo
Mirella Bertarelli nasce il 28 marzo 1922 in Austria, a Klagenfurt, da genitori italiani, Margherita Cavalli ed Ernesto Bertarelli ‒ noto docente di igiene dapprima all’Università di Parma e poi di Pavia, nonché direttore di alcuni periodici del settore e presidente della casa editrice Hoepli ‒, con i quali trascorre l’infanzia a Milano, per poi studiare in Svizzera e in Inghilterra. In seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943, la famiglia Bertarelli si trasferisce a Courmayeur, occupata dai tedeschi. Risale allo stesso anno la sua prima pubblicazione, Giardino, a firma Mirella Bertarelli, editata da Scheiwiller con una tiratura di soli 350 esemplari. Il volume consta di quattordici testi in prosa e ventisei componimenti poetici che, come rilevato da Giorgio Caproni, risentono dell’influenza stilistica di Dino Campana. Nel 1949 sposa Ludovico Matteo Bentivoglio, con il quale ha le tre figlie Marina (1950), Leonetta (1952) e Ilaria (1960). Nel 1958 vince una borsa di studio per il Salzburg Art Seminar in American Studies e, una volta tornata a Roma, scrive una monografia su Ben Shahan che viene data alle stampe dall’editore De Luca nel 1963. Dal 1968 consegue per titoli l’idoneità all’insegnamento di Estetica e Storia dell’Arte nelle Accademie italiane e, nello stesso anno, pubblica per Vallecchi la seconda raccolta poetica, Calendario, ancora di matrice tradizionale. Il volume è introdotto da una Premessa dell’autrice che spiega di aver qui raccolto una selezione di 114 poesie scritte tra il 1942 e il 1967, anno in cui, interessandosi all’attività del Grupo Noigandres, si rivolge alla poesia sperimentale concretista. Calendario racchiude, quindi, l’esperienza poetica condotta dall’autrice per venticinque anni. Contemporaneamente, partecipa alla commissione giudicatrice del Premio internazionale d’arte Acireale Turistico Termale, entrando così a far parte del circuito delle manifestazioni culturali istituzionali.
L’anno seguente espone come poetessa alla Mostra di Poesia Concreta curata da Dietrich Malow e Arrigo Lora-Totino, in occasione della Biennale Internazionale d’Arte di Venezia presso Ca’ Giustinian. Nel 1971, pubblica, con la collaborazione di Annalisa Alloatti, 8 situazioni / 1 parola (Roma, De Luca), un libro d’artista di forma quadrata ‒ l’autrice dichiara che «il quadrato è la forma basilare del pensiero» ‒ in cui, su ogni pagina, le automobili disegnate formano una lettera in stampatello maiuscolo, andando a costituire, nel loro insieme, la parola “traffico”. Nello stesso anno, dà alle stampe altri due libretti quadrati dotati di custodia, curati graficamente da Enzo Marsico per la Galleria Schwarz di Milano: And e Love story. Nel primo, la parola “and” in ogni pagina è isolata in una posizione differente provocando, allo sfogliare, un effetto ottico di dinamismo, come se il vocabolo salisse diagonalmente dal basso all’alto, da sinistra a destra, ricordando il principio dell’animazione. Nell’ultima pagina, il termine “end” si trova, invece, in basso a destra, come se fosse avvenuto un movimento repentino in verticale. Il secondo libretto, Love story, è caratterizzato dalle pagine nere in cui si staglia la parola “kiss” in bianco: la parola, inizialmente isolata centralmente in alto, si moltiplica di pagina in pagina, andando a produrre la silhouette delle labbra intente a baciare. Si tratta, evidentemente, di due raccolte che si innestano sul terreno sperimentale della Poesia Concreta. Sempre nel 1971, Bentivoglio cura “Zonta International” presso lo Studio d’Arte Margutta di Roma e organizza, su iniziativa di Ugo Carrega, l’“Esposizione Internazionale di Operatrici Visuali” al Centro Tool di Milano, il primo evento volto a valorizzare le opere verbo-visive realizzate da donne italiane e straniere. La questione femminile è centrale non solo per la sua attività curatoriale ma anche per la sua opera, bastino a titolo esemplificativo Diva/no (1971), Lapide alla casalinga (1974) e La cancellata (1977-1978), in cui la poetessa afferma la necessità di un ripensamento del ruolo della donna all’interno della società. Nel 1973, pubblica un libro d’artista, Punto ambiguo, per le edizioni Geiger di Spatola, in cui quattro pagine quadrate non numerate sono piegate in modo tale da costituire un cubo imperfetto, dove la lettura su supporto tridimensionale crea interruzioni, cesure, recuperando il concetto di dialemma presente nelle opere di Arrigo Lora-Totino e Sandro De Alexandris, come Eco e riverbero (1967) e Movimento (1967). Con orientazione e font differenti, si legge “essere sul punto di”, ma il punto della lettera “i” è la lettera “o” della parola “punto” e ciò è dovuto, come spiega l’autrice, all’intento di rappresentare «che non siamo su nessun punto, né nel tempo né nello spazio». Sempre nel 1973, cura la rassegna internazionale “Poesia Visiva” a Savona presso il Centro d’Arte e Cultura Il Brandale, per poi organizzare le due edizioni successive allo Studio d’Arte Contemporanea Artivisive di Roma nel 1974 e alla Galleria Tuttagrafica di Torino nel 1975. Questi tre luoghi d’arte, dislocati in altrettante città italiane, ospitano, inoltre, l’esposizione “5 xilografi del Rio de la Plata”. Nel 1976 è la volta della mostra “Parola immagine oggetto” presso l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, a cui partecipa come artista, salvo poi scrivere l’introduzione al catalogo. Nel frattempo, pubblica per la Edikon di Roma il volume JET-P68, contenente anche un’opera grafica realizzata da Bruno Conte, in cui di nuovo Bentivoglio torna alla poesia lineare per raccontare le fasi del volo. Nella seconda parte del volume, è presente la traduzione dei testi in inglese effettuata da Franca Zoccoli.
Tra il 1976 e il 1977 cura la rassegna internazionale “Tra linguaggio e immagine” che accoglie soltanto opere realizzate da artiste e poetesse, così come la mostra “Materializzazione del linguaggio” per la Biennale di Venezia del 1978, che rappresenta l’evento di massima risonanza per la sua attività di censimento e di valorizzazione di poetesse verbo-visive. Contestualmente, esce Poegraphy, opera realizzata con un album per francobolli, in occasione della mostra tenutasi presso gli spazi di Other books and so di Amsterdam, dal 31 gennaio al 18 febbraio 1978. I singoli lavori al suo interno giocano sull’interazione tra segno, parola, simbolo e colore, mentre in copertina si trova un titolo diverso, Stamp-poems. La poetessa lavora anche ad alcune composizioni particolari: dei pannelli lignei alti più di due metri, a forma di “E” ‒ un chiaro rimando alle “lettere giganti” di Ketty La Rocca ‒ vengono sovrapposti e incastrati per rappresentare, come dice il titolo, il Predominio sull’altro. Tornerà all’assemblaggio di “E”, sempre di legno ma in formato ridotto, nel 2008, pubblicando Congiunzione felice / Scontro frontale / Mutilazione per accentuazione risalenti al 1978 ma rimasti inediti. Tra il 1980 e il 1982 si segnalano esposizioni personali all’Istituto Italiano di Cultura di New York, all’Arte Duchamp di Roma e al Metronom di Barcellona. “Mirella Bentivoglio. Pietra filosofale” è la mostra che si tiene presso la Galleria Il Segno di Torino nel 1983. L’anno successivo, a Gubbio, ha luogo la mostra “Mirella Bentivoglio. Simbolo come struttura”. Nel 1985 cura la mostra “Il non libro. Bibliofilia ieri e oggi in Italia”. Tra il 1987 e il 1991 espone alla Torre del Lebbroso di Aosta, al Writer’s Forum di Londra e all’Art Center di Edewecht. Risale al 1992, invece, il libro d’artista Un albero di pagine (Venezia, Eidos) in cui si accostano elementi grafici e fotografie. Esce nel 2005 il libro d’artista Writ in water (Roma, Il Bulino), un leporello di nove pagine in cui le fotografie di Paola Binante ritraggono un’azione poetica di Bentivoglio che, partendo da alcune suggestioni provenienti dell’epistolario e dell’epitaffio di John Keats, colloca delle margherite sull’acqua in modo tale da “scrivere” il cognome del poeta britannico. Tre anni dopo, l’autrice recupera un oggetto cinetico-luminoso realizzato nel 1972 con Nino Calos e pubblica un libro d’artista in 50 copie, Sembra (Jesi, il Mazzocchino), contenente fotografie: l’unità verbale “sembra” si frantuma a causa del movimento di un disco che crea un effetto di dissolvenza, di sospensione, di apertura, quindi, a infinite significazioni. Nel frattempo, realizza un importante volume, Le futuriste italiane nelle arti visive (Roma, De Luca, 2008), scritto a quattro mani con Franca Zoccoli, con il fine di valorizzare il lavoro sommerso di numerose artiste, come Regina e Maria Ferrero Gussago, afferenti al più significativo movimento d’avanguardia in Italia. Nel 2012, nuovamente per la casa editrice il Mazzocchino di Jesi, Bentivoglio pubblica un libro d’artista, da lei introdotto, con il titolo Un libro coi baffetti, un leporello di otto pagine contenente delle fotografie risalenti agli anni Cinquanta di una performance dell’autrice che imita Charlot, il comico personaggio di Chaplin. L’anno successivo, dà alle stampe L’altra faccia della luna. Fanta-dichiarazione di poetica assolutamente scientifica (Roma, Eos), un libro d’artista contenente un collage della Luna e un testo poetico del 1978. Dopo aver presentato il satellite donna-luna che ruota passivamente intorno al pianeta, si annuncia una ribellione ‒ o, per meglio dire, l’emancipazione ‒ con il verso «stiamo felicemente nascendo». Nel 2014 pubblica La guerra in piccolo. Scritti ritrovati 1945-45 (Roma, De Luca) in cui trovano spazio una serie di prose inedite, scritte tra il 1943 e il 1945, un racconto edito, intitolato Neve, un testo poetico lineare edito, Tempo di bombardamenti, e, infine, una riflessione su un episodio occorso in quegli anni, Un funerale alla guerra. Nel 2015 espone alcune delle sue opere presso la Galleria l’Elefante di Treviso. La poetessa muore a Roma il 22 marzo 2017. Dal 25 settembre al 5 dicembre 2021 presso la Stazione dell’Arte di Ulassai, in Sardegna, e dall’8 marzo al 20 maggio 2022 alla Galleria Gamma_Epsilon nonché all’Istituto Italiano di Cultura di Atene, viene organizzata la prima retrospettiva, denominata “L’altra faccia della luna”, in onore di Bentivoglio, su iniziativa dell’Ambasciata d’Italia e con la collaborazione dell’Archivio Mirella Bentivoglio, per raccontare e approfondire l’intero itinerario poetico, artistico, curatoriale e personale di Mirella Bentivoglio. Il catalogo della rassegna, intitolato Mirella Bentivoglio: l’altra faccia della luna (Milano, Postmedia, 2022) è curato da Paolo Cortese e Davide Mariani.
Opere principali
Giardino, Milano, Scheiwiller, 1943.
Calendario, Firenze, Vallecchi, 1968.
Monumento, Roma, De Luca, 1968.
Love story, Milano, Galleria Schwarz, 1971.
And, Milano, Galleria Schwarz, 1971.
8 situazioni-una parola, Roma, De Luca, 1971.
Punto ambiguo, Torino, Geiger, 1973.
JET-P68, Roma, Edikon, 1976.
Poegraphy (Stamp-poems), Amsterdam, Other books and so, 1978.
Sembra, Jesi, il Mazzocchino, 2008.
Collaborazioni a riviste
Eventi
Bibliografia critica essenziale
Cortese Paolo, Davide Mariani (a cura di), Mirella Bentivoglio: l’altra faccia della luna, Milano, Postmedia, 2022.
Fondi archivistici
L’archivio di Mirella Bentivoglio è conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.
Scheda redatta da Clementina Greco
Ultimo aggiornamento 24 Marzo 2026



