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Maria Grazia Lenisa

Udine, 13 Febbraio 1937 Terni, 28 Aprile 2009

Profilo

Maria Grazia Lenisa nasce a Udine il 13 febbraio 1937, ma trascorre a Terni la maggior parte della sua vita. Comincia a pubblicare, ventenne, saggi critici e poesie sulle colonne ‘antiermetiche’ e ‘anticerebraliste’ del bimestrale di letteratura «Realismo lirico», su cui scriverà fino alla cessazione dei numeri, e stringe un’importante amicizia con Aldo Capasso, direttore letterario e artistico della rivista. Il suo primo libro di poesia, Il tempo muore con noi (1955), affidato ai tipi dell’Editrice Liguria – che pubblicherà altri suoi testi– ottiene un immediato riconoscimento, ricevendo il I Premio Ebe per la giovane poesia, bandito dalla rivista ligure «Arte-Stampa». Riportiamo di seguito le parole di Claudio Allori, che accolse l’opera con grande entusiasmo: «Maria Grazia Lenisa, per buona sorte del lettore, non appartiene alla legione dei cantanti rochi in precollasso, né a quella dei, diciamo così, poeti-tipografici! La sua poesia par che nasca sotto il significato protettore del suo secondo bel nome: Grazia» (Claudio Allori, Il tempo muore con noi, in «La Terza Sponda», I, 4, 1955, p. 243). Le raccolte successive sono parimenti apprezzate e vengono insignite di altrettanti premi: i Canti Vallombrosiani (1955) ricevono il I Premio Vallombrosa e L’Uccello nell’inverno (1958) il I Premio Città di Catania. Questo stesso anno sia Aldo Capasso che Gino Facchin le dedicano un profilo critico, affidandolo entrambi all’Editrice Liguria: è il segno della crescente consapevolezza del valore e dell’interesse da lei suscitati.
Negli anni Sessanta, durante una breve permanenza nella città di Brindisi, Lenisa scrive poi I credenti (1968), opera nata dalla necessità di dare voce al Sud, la cui situazione socioculturale attira tanto il suo interesse. Anche questa raccolta viene insignita di un premio: il I Premio per il miglior libro edito nel ’68 – Cetra Altarese). La svolta significativa della sua poesia matura, però, negli anni Settanta, in parallelo e in risposta ai movimenti di liberazione del corpo e all’emancipazione femminile. Lenisa, in sintonia con questo clima di rivendicazione, approda a quella che diventerà la cifra più originale, caratteristica e duratura del suo testo poetico, ovvero la centralità dell’eros, e in particolare quello femminile, inteso come forma privilegiata di dialogo con il sacro. Ne sono esempi emblematici Terra violata e pura (1975) e, soprattutto, Erotica (1979), che esce in due versioni – una in francese, con prefazione di Paul Courget, e una in italiano. Un’altra costante significativa della poesia di Lenisa, forse ereditata ed esasperata anche dall’amicizia e dalla lezione della poetessa Daria Menicanti, è l’ironia. Significativa, in questo senso, è l’opera L’ilarità di Apollo, in cui un tono ironico si intreccia a riflessioni metafisiche e al riuso del mito, altra costante della sua poesia. La raccolta riceve il I premio internazionale Marineo, il I premio Campofranco, e il Premio Italia-Grecia su candidatura con Febo Delfi, Mario Luzi e Grytzko Mascioni. Seguiranno numerose altre raccolte, tra cui la ‘baudelaireiana’ La ragazza di Arthur (1991), che vince il I Premio Città di Pomezia. Un secondo filone altrettanto significativo è la ripresa di stilemi epico-mitici, assunti a bagagli simbolici attraverso cui interpretare il mondo (da cui, però, mai si fugge): è il caso di, oltre alla già citata L’ilarità di Apollo, anche di Arianna in Parnaso (1996), che vince il Premio nazionale di poesia Anna Borra.
Nelle raccolte degli anni ’90-2000, Lenisa riprenderà i temi già affrontati negli anni Settanta: in opere rivoluzionarie come Laude dell’identificazione con Maria (1992) o L’ombelico d’oro (2003), prefato da Giorgio Barberi Squarotti, la corporeità si conferma ancora come strumento privilegiato per fare esperienza di Dio. Tra le antologie della sua opera si segnala l’uscita, nel 1997, di Verso Bisanzio, che raccoglie quarantacinque anni di poesia (dal 1952 al 1996), ed è accompagnata da una panoramica critica di Barberi Squarotti e un’introduzione di Jean Jacques Méric. Il Canzoniere Unico, uscito postumo, raccoglierà poi un’ampia selezione di componimenti scritti tra gli anni 1998 e 2008, oltre ad alcuni preziosi inediti.
Alla produzione poetica Lenisa ha affiancato una costante attività critica, dedicando studi a numerosi autori contemporanei, tra cui si ricordano La poesia di Aldo Capasso (Roma, Edizioni Aternine, 1967), Intorno a “Ritratto di intellettuale” di G. Bárberi Squarotti (Udine, Quaderni F.A.C.E., 1980), Poetica di salvezza in Giorgio Bárberi Squarotti (Foggia, Bastogi, 1986), La congettura e le ipotesi. La poesia di Giovanni Ruggiero (Foggia, Bastogi, 1990), Il segno trasgressivo (Foggia, Bastogi, 1990), La poesia di Angelo Manuali (Foggia, Bastogi, 1992), La poesia di Santino Spartà (Roma, Editrice Rogate, 1996), L’avventura randagia. La poesia di Antonio Coppola (Potenza, Edizioni Ermes, 1998) e Corrado Calabrò. La scrittura del mare (Roma, Lepisma, 2009). Importante e molto prolifico è stato poi il rapporto, sia critico-poetico che personale, con Mario Luzi, che la candida al Premio Circe Sabaudia, nel 1995. Lenisa, dal canto suo, legatissima al Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (1994), ne scrive in Un poema epico-metafisico di Mario Luzi: Il viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (in «Riscontri», XVIII, 3-4, 1996, pp. 103-106). Il suo lavoro critico su Luzi, da lei amatissimo, le vale poi il Premio Paestum 1999 per la critica.
Si ricordi, inoltre, la collaborazione con la rivista e il circolo di «Forum/Quinta Generazione» di Forlì e, contestualmente, l’attività di promozione di voci femminili: è Lenisa a firmare le prefazioni ad alcune raccolte di amiche e colleghe come Silvana Magrini (Sulla terra io, Forum, Forlì 1984 e Sinfonia terrena: poema aperto, Forlì, Forum, 1987), Lea Ferranti (A mare aperto, Forlì, Forum, 1988 e La luna sul balcone: poesie dal 1973 al 2001, Foggia, Bastogi, 2004), Serena Caramitti (Tre donne, Foggia, Bastogi, 1997) e la più giovane Franca Alaimo (Il giglio verticale, Foggia, Bastogi, 1997 e Samâdhi, Foggia, Bastogi, 2000). Scrive prefazioni e presenta inoltre i testi di, tra gli altri, Febo Delfi – con cui traduce dal greco in Vitalba (Forlì, Forum, 1986) –, Antonio Zavoli, Carlo Mosca, Sesto Benedetto, Domenico Cultrera, Delio Carnevali, Graziano Giudetti, Luigi Galli, Pino Giacomelli e Renato Fillippelli. Da ricordare è, infine, la direzione della collana Il Capricorno per l’editrice Bastogi di Foggia, a cui tipi affida numerose pubblicazioni a partire dagli anni ’80.
Nel novembre del 2003 riceve il Diploma honoris causa dall’Istituto di Cultura Superiore del Mediterraneo di Palermo e Monreale. L’anno seguente, il 2004, pubblica Il canzoniere bifronte, scritto a quattro mani con il coautore immaginario Max Bender. Negli ultimi anni della sua vita continua a scrivere senza sosta: vedono così la luce Saffo chimera – che esce con uno studio di Sandro Allegrini –, La rosa indigesta – in cui si rinnova il gioco ironico, mediato dalla tradizione popolaresca trecentesca e dal richiamo al mito classico – e, infine, Amorose strategie.
Lenisa si spegne a Terni il 28 aprile 2009, dopo una lunga malattia.

Opere principali

Il tempo muore con noi, Genova, Casa Editrice Liguria, 1955.
Canti vallombrosani, Milano, Ceschina, 1956.
Canti non solitari, Genova, Casa Editrice Liguria, 1956.
L’Uccello nell’inverno, Genova, Casa Editrice Liguria, 1958.
I pensieri di Catullo, Milano, Ceschina, 1958.
Amore per Marzia: liriche, Rozzano, Edizioni C.E.A., 1963.
I Credenti, Roma, Edizioni aternine, 1968.
Test, Terni, Arti grafiche nobili, 1973.
Terra violata e pura, Milano, Todariana, 1975.
Erotica, Geneviève de bois, Maison Rhodanienne de Poèsie, 1979.
Erotica, Forlì, Forum, 1979.
L’Ilarità di Apollo, Foggia, Bastogi, 1983.
L’adultère, Bordeaux, Artistes En Languedoc, 1986.
Rosa fresca aulentissima, Abano Terme, Piovan, 1986.
La carte du tendre, Foggia, Bastogi, 1988.
La ragazza di Arthur, Pomezia, Edizioni Pomezia-Notizie, 1991.
La ragazza di Arthur e altre poesie, Foggia, Bastogi, 1992.
L’après-midi d’une nymphe, Limoges, Press de Portes-Ferrées, 1992.
L’Acquario ardente, Foggia, Bastogi, 1993.
Laude dell’identificazione con Maria, Firenze, Gazebo, 1992.
L’Agguato immortale, Foggia, Bastogi, 1995.
L’amoroso gaudio, Linate, Lineacultura, 1995.
In ricordo del poeta greco Febo Delfi, New York, Il Ponte Italo/Americano, 1995.
Arianna in Parnaso, Roma, Fermenti, 1996.
Verso Bisanzio, Foggia, Bastogi, 1997.
Un pianeta d’amore, Foggia, Bastogi, 1998.
Incendio e fuga, Foggia, Bastogi, 2000.
Le Bonheur (Il canzonario), Udine, Dars, 2001.
La Predilezione, Foggia, Bastogi, 2002.
L’ombelico d’oro, Foggia, Bastogi, 2003.
Eros sadico, Castelfrentano, Orient Express, 2003.
Il canzoniere bifronte con Max Bender, Pomezia, [s.n.], 2004.
Saffo chimera, Foggia, Bastogi, 2004.
La rosa indigesta. Contrasti, Foggia, Bastogi, 2006.
Amorose strategie, Villa S. Giovanni, Centro Culturale Rhegium Julii, 2008.

Collaborazioni a riviste

Collaborazione con case editrici

Bibliografia critica essenziale

AA. VV., Maria Grazia Lenisa, in «Quinta generazione», n. 161/162, novembre-dicembre 1987, pp. 52-53.
Bonanno Andrea, Saggi sulla poesia di Maria Grazia Lenisa, Sacile, Edizioni Archivio ‘L. Pirandello’, 2003.
Capasso Aldo, La poesia di Maria Grazia Lenisa: studio critico, Genova, Editrice Liguria, 1958.
Facchin Gino, Maria Grazia Lenisa: poetessa friulana. Profilo critico, Genova, Editrice Liguria, 1958.

Scheda redatta da Lucia Battistel

Ultimo aggiornamento 20 Marzo 2026

Documenti

Maria Grazia Lenisa e la sua raccolta 'Rosa fresca aulentissima' (Abano Terme, Piovan, 1986). Su gentile concessione di Marzia Alunni

Maria Grazia Lenisa e la sua raccolta 'Rosa fresca aulentissima' (Abano Terme, Piovan, 1986). Su gentile concessione di Marzia Alunni

Maria Grazia Lenisa alla XV° Edizione del Premio Circe Sabaudia (1995). Fotografia riprodotta su gentile concessione di Marzia Alunni

Maria Grazia Lenisa alla XV° Edizione del Premio Circe Sabaudia (1995). Fotografia riprodotta su gentile concessione di Marzia Alunni

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