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Elena Bono

Sonnino, 29 Ottobre 1921 Lavagna, 26 Febbraio 2014

Profilo

Elena Bono nasce a Sonnino, in provincia di Latina, il 29 ottobre 1921 e trascorre la sua prima infanzia a Recanati, dove ha l’occasione di intrecciare un rapporto personalissimo con Leopardi e la sua poesia, che lascerà un imprinting significativo, specialmente nei suoi primi testi. A dieci anni si trasferisce con la famiglia a Chiavari, in Liguria, dove passerà gran parte della sua vita. Fondamentali per la sua formazione poetica e personale sono, oltre al ricordo leopardiano dei primi anni recanatesi, anche l’amore per i classici trasmessole dal padre Francesco Bono, noto classicista, che ispirerà senz’altro molte sue traduzioni dai greci e dai latini – dagli anni ’70 cura le traduzioni sofoclee di Edipo re, Edipo a Colono e Antigone per Garzanti –, nonché la vicinanza a Benedetto Croce, di cui Bono conosce il pensiero anche per il tramite della nonna materna, Elena Saltarelli, originaria, come Croce, di Pescasseroli e amica di famiglia della madre del filosofo: in un discorso dettato a Stefania Venturino il 27 dicembre 2011 e poi riportato nel sito ufficiale della poetessa, Bono dà voce al proprio debito crociano e, in particolare, al noto saggio Perché non possiamo non dirci cristiani, in cui il filosofo riconosceva il cristianesimo come coronamento di interrogativi esistenziali già presenti nella civiltà greca e latina. Un’altra esperienza che segna in maniera decisiva la propria formazione umana e artistica è il trasferimento forzato a Bertigaro, sull’Appennino ligure, in seguito al bombardamento di Chiavari nel biennio 1943-1945. Qui, Bono entra in stretto contatto con le formazioni partigiane liguri, svolgendo attività di informatrice.

Le prime ispirazioni poetiche prendono forma compiuta negli anni ’50: nel 1952 esce infatti I galli notturni, raccolta intrisa di atmosfere e sintagmi leopardiani, come testimoniano A se stessa, lirica della sezione Tempo di Dio, o la sezione Sera di festa, che incorpora e amplia una silloge, I fenicotteri, già pronta dal 1948. Un filo rosso tematico, destinato a emergere anche nelle raccolte successive, è l’insistenza sulla città come spazio di contemplazione e di ispirazione poetica, nonché un particolare indugio sui componimenti funebri – qui troviamo una serie di epitaffi dedicati a sconosciuti. L’opera riceve subito un’accoglienza molto favorevole ed è insignita del Premio Vallombrosa per la poesia religiosa: i testi di Bono sono da subito riconosciuti come espressione di una religiosità intimamente vissuta e brillantemente resa in poesia, come testimoniato anche dalla monografia che Aldo Capasso le dedica nel 1953 (La poesia religiosa di Elena Bono, Firenze, Città di Vita, 1953). Alla prima opera poetica segue a breve distanza l’esordio teatrale con Ippolito, pubblicato anch’esso da Garzanti nel 1954. Il teatro diventerà nel tempo il genere privilegiato di Bono, che vi si dedicherà con continuità fino al 2011, componendo una quindicina di opere, a fronte dei cinque libri di poesia, concentrati soprattutto negli anni ’50 e ’80. Parallelamente, l’autrice si dedica anche alla narrativa lunga e breve: dopo i primi, già felicissimi, esperimenti come La Luna e la Terra, racconto mitico pubblicato su «L’Illustrazione Italiana», Bono pubblicherà nel 1956 la raccolta di racconti La morte di Adamo, che otterrà un grandissimo successo in Italia – Emilio Cecchi, in una lettera all’autrice, ne parlerà come di un «libro bellissimo» –, e tradotto in Inghilterra, Spagna e Francia (si ricordi, ad esempio, la bella traduzione spagnola del 1961 a cura di Jaime Berenguer Amenós). Nella seconda opera poetica, Alzati Orfeo, pubblicata nel 1958, torna l’attenzione e l’indugio sullo spazio simbolico della città, che si declina in testi come Nella cappella Trivulzio a Milano o Lucca, e riappare anche il motivo funerario, come in Tomba di famiglia, a conferma di una continuità con l’opera prima. A questi due fili tematici si affianca anche un sentito interesse per i classici, concentrato in una sezione dedicata ad Orfeo, in cui ricorrono anche altre figure mitologiche come Anacreonte, Proserpina, Bacco e Arione. Un altro nucleo di significativa importanza è, come si intuisce, quello teologico-religioso, che si palesa mediante frequenti richiami biblici, come testimoniano le sezioni Tre profeti e Imitazione di Cristo. Un anno dopo Alzati Orfeo, nel 1959, si colloca un evento biografico di particolare rilievo: il matrimonio con Gian Maria Mazzini, imprenditore e critico letterario, imparentato con Giuseppe Mazzini e lontano parente di Giuseppe Garibaldi. Segue una fitta produzione di pièce teatrali come La grande e la piccola morte (1965), apprezzatissima in Francia per la viva rievocazione delle ultime ore di Giovanna d’Arco e, questo stesso anno, anche La testa del profeta (Milano, Garzanti, 1965), da cui, come racconta Bono in un’intervista con Anna Rosa Nannetti, Pier Paolo Pasolini avrebbe voluto ricavare un film. A rompere il silenzio poetico, Bono pubblica Piccola Italia (1981), in cui riemerge, indirettamente, l’esperienza vissuta durante gli anni della Resistenza. Si tratta di un’opera che testimonia il suo impegno continuo alla causa partigiana, e ne rappresenta il punto più alto e la sua massima forza espressiva. Il coinvolgimento nella causa resistenziale non si esaurisce, tuttavia, in questa raccolta, ma attraversa anche la produzione teatrale e narrativa e teatrale, come nella trilogia romanzesca Uomo e Superuomo, composta da Come un Fiume come un sogno (Recco, EmmeE, 1985), Una valigia di cuoio nero (Recco, Le Mani, 1998) e Fanuel Nuti – Giorni davanti a Dio, in due tomi (il primo uscito nel 2003, il secondo nel 2011).

Negli anni ’90 Bono curerà, inoltre, una raccolta collettanea di testi dedicati alla Resistenza: Quasi un corale: testimonianze poetiche alla Resistenza (Roma, Civitas, 1995) nonché una biografia sul capo partigiano Aldo Gastaldi, pubblicato per Le Mani nel 1998 e poi riedito dalla casa editrice milanese Ares nel 2020. Di presso a Piccola Italia, nel 1982 esce Invito a palazzo, una raccolta di liriche di impronta onirica che narrano un viaggio in Asia. L’opera vince il Premio Giuria Popolare Città di Tagliacozzo e, tre anni dopo, è seguita dalla Ballata in tre tempi per Francesco d’Assisi, raccolta in cui la sensibilità di Bono per il francescanesimo è vivissima e molto sentita, e qui la sua espressione più alta e compiuta. Un altro significativo polo agiografico è, per Bono, rappresentato da Santa Caterina da Siena. A riguardo, è da ricordarsi l’intervento di Bono alle conversazioni intorno a Santa Caterina presso la Cattedra Cateriniana di Genova il 13 ottobre 1993, poi trascritto e raccolto in un volumetto stampato per i «Quaderni cateriniani» insieme a tre liriche religiose scritte da Bono in omaggio allo spirito cateriniano (Elena Bono, «Amatevi, amatevi scambievolmente di amore puro e santo». Tre liriche religiose in omaggio allo spirito cateriniano, Siena, Cantagalli, 1994). Va poi ricordata, come colpo di coda della produzione poetica, la pubblicazione integrale, sempre per Le Mani, di Poesie. Opera Omnia (2007). Il volume, introdotto da Elio Gioanola, punta a una rivalutazione dell’opera poetica di Bono, da tempo apprezzata come narratrice e soprattutto come autrice di teatro, ma la cui produzione in versi non appare ancora sufficientemente apprezzata. Così ne scrive il critico: «Questo poeta così classico e moderno, così lontano da ogni condiscendenza di qualsiasi tenore, riconosciuto agli esordi come una risorsa della giovane lirica italiana, non ha inseguito consonanze con le richieste, realistiche o sperimentali, delle poetiche del tempo, ma ha perseguito con ascetica dedizione la congiunzione assoluta di etica ed estetica, rinunciando in nome di questa verità a farsi largo con gli strumenti opportuni nell’affollato mondo dell’ufficialità letteraria» (Elio Gioanola, Introduzione, in Elena Bono, Poesie, cit., p. 19). Tra gli ultimi riconoscimenti per il suo impegno civile, si ricorda che nel 2000 la Federazione Volontari della Libertà la onorò consegnandole una medaglia presso la Prefettura di Genova, e nel 2004 le fu conferita la prestigiosa onorificenza di Commendatore della Repubblica Italiana. Ancora, il Circolo partigiano Aldo Gastaldi “Bisagno” di Genova, le conferirà il titolo di Presidente Onorario. Nel 2012, due anni prima di morire, le verrà inoltre assegnato il Premio speciale della Giuria alla carriera Rapallo-Carige per la donna scrittrice.
Bono morirà il 26 febbraio 2014 all’ospedale di Lavagna, presso Genova. I funerali si terranno due giorni dopo a Chiavari in forma solenne, religiosa e civile, e Bono verrà seppellita, come da sua volontà, con lo scapolare francescano. Ancora oggi figura un suo profilo biografico sull’indice online dell’ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Opere principali

I galli notturni, Milano, Garzanti, 1952.
Alzati Orfeo, Milano, Garzanti, 1958.
Piccola Italia, Recco-Genova, EmmeE, 1981.
Invito a palazzo, Recco-Genova, EmmeE, 1982.
Ballata in tre tempi per Francesco d’Assisi, Urbino, L’Arcangelo, 1985.
Poesie. Opera Omnia, Recco, Le Mani, 2007.

Bibliografia critica essenziale

AA. VV., Bibliografia, in «Elena Bono», 24/12/2025, http://www.elenabono.it/bibliografia.html.
AA. VV., Elena Bono, in «ANPI», 24/12/2025, https://www.anpi.it/biografia/elena-bono.
Camillucci Marcello, Elena Bono: poesia della Resistenza, Chiavari, Colombo, 1979.
Capasso Aldo, La poesia religiosa di Elena Bono, Firenze, Città di Vita, 1953.
De Nicola Francesco (a cura di), Nove scrittori per un’idea di Liguria: Bono, Calvino, Caproni, Conte, Firpo, Ghiglione, Guerrini, Morovich, Sbarbaro, Genova, Provincia, 1989.
Martín-Clavijo Milagro-Trovato Roberto, Indagine sull’opera di Elena Bono: la sacralità della parola e la ricerca della verità. Atti della giornata internazionale di studi dedicata a Elena Bono (Chiavari, 30 maggio 2019), Chiavari, Internòs, 2020.
Porro Andriuoli Liliana, Valori umani e cristiani nella poesia di Elena Bono, Recco, Le Mani, 1999.
Segatori Stefania, ‘Nessuna parola inutile’: poesia, prosa e teatro nella vita di Elena Bono, Lanciano, Carabba, 2022.
Trovato Roberto, Elena Bono, in Parole e scene di un secolo in Liguria, a cura di Francesco De Nicola e Roberto Trovato, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2002.

Scheda redatta da Lucia Battistel

Ultimo aggiornamento 13 Marzo 2026

Documenti

Elena Bono nel suo salotto (foto di pubblico dominio).

Elena Bono nel suo salotto (foto di pubblico dominio).

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