Poesia femminista italiana
a cura di: Laura Di Nola
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Descrizione
L’antologia raccoglie settantaquattro poesie di trentuno autrici, divise in otto sezioni ispirate dai «motivi» che, come si legge nel capitoletto introduttivo L’io sottratto, «si ripetevano ossessivamente e in maniera violenta [nel] materiale giunto» alla curatrice: Il consueto, Le parole, Il maschio, La maternità, Universo madre: amica, mia nemica, La festa è scoppiata (mestruo e rivoluzione), L’albergo dell’ira, La morte della poesia). Quest’ultima sezione è in realtà costituita da un’unica poesia di Livia Candiani che reca il medesimo titolo, emblematico del programma del volume, teso a registrare l‘uccisione’ da parte della donna «di un tipo di poesia lenta e musicale, immobile in un tempo senza storia».
In effetti, l‘obiettivo perseguito da Di Nola è di testimoniare una ‘presa di parola’ definibile come femminista nella misura in cui tende a rifiutare la pratica, intrinsecamente maschile, di una «poesia massacrata ed atona, dove si narrava di una falsa identità» femminile. La donna che fa poesia, pertanto, è colta nell’appropriarsi di un’urgenza espressiva che corrisponde alla sua «fase di ribellione e di rivolta»: l’io femminile non più ‘sottratto’, ma consapevole di sé e della sua materialità storica, dà vita a «un urlo gonfio e concreto, emotivo e forte», nel quale si riconosce la nuova autonomia del corpo.
Con ciò Di Nola dà ragione dell’impeto militante richiesto a un simile processo di fuoriuscita dalla tradizione poetica: «scrollarsi di dosso furiosamente […] secoli di incrostazione nel tempo di un grido, è già rivoluzionario». In tale ottica, il volume si pone anche come una risposta alla Poesia femminista. Antologia di testi poetici del Movimento, curata nel 1974 da Nadia Fusini e Mariella Gramaglia sempre per Savelli, nella quale erano del tutto assenti autrici italiane. Dopo quattro anni, quindi, anche in Italia la poesia femminile si è fatta finalmente in grado di «rigettare» la subordinazione culturale delle donne trasmessa dalla poesia della tradizione.
Il quadro delineato da Poesia femminista italiana è tuttavia meno omogeneo di quanto lo scritto introduttivo lasci intendere: non solo perché nel corpus raccolto appaiono nomi caratterizzati da un evidente esercizio di letterarietà o, perlomeno, di forte cura formale, a partire da Amelia Rosselli, ma anche perché il volume esplicitamente dialoga con Donne in poesia, l’altra storica antologia savelliana curata due anni prima da Biancamaria Frabotta con la collaborazione di Dacia Maraini, rendendo di fatto assai più sfaccettato l’orizzonte femminista in cui l’antologia si situa. Ne offrono dimostrazione i tre contributi conclusivi di Mariella Bettarini, di Sandra Petrignani e della stessa Frabotta, nei quali le autrici, protagoniste anche del côté più letterario del dibattito del tempo, riflettono sulla necessità di leggere in chiave femminista le difficoltà dell’accesso e del riconoscimento delle donne che fanno poesia, ma aprono senz’altro il campo a una variegata gamma di percorsi espressivi
Autrici incluse
Scheda redatta da Elena Porciani
Ultimo aggiornamento 25 Marzo 2026