Vai al contenuto

Amelia Rosselli

Parigi, 28 Marzo 1930 Roma, 11 Febbraio 1996

Profilo

Amelia Rosselli nasce a Parigi il 28 marzo 1930: è la terzogenita di Carlo Rosselli, fondatore di «Giustizia e libertà» e esule in Francia. La madre, Marion Cave, è inglese. La nonna paterna, Amelia Pincherle Rosselli, protofemminista e scrittrice, appartiene ad una famiglia di ebrei non praticanti coinvolta nelle vicende risorgimentali; il fratello Carlo è il padre di Alberto Pincherle Moravia; un altro fratello, Gabriele Pincherle, è invece un magistrato e collabora alla redazione del Codice Penale Zanardelli. Nel 1937 Carlo Rosselli, impegnato a sostegno della Repubblica nella guerra civile spagnola e oppositore del fascismo, viene fatto assassinare in Francia, su mandato del regime, insieme al fratello Nello. Amelia si rifugia con la famiglia prima in Inghilterra e poi, allo scoppio della guerra, negli Stati Uniti, da dove rientrerà in Italia nel 1946, muovendosi tra Italia e Inghilterra, dove si è stabilita la madre: nel 1949, alla sua morte, si trasferisce a Firenze e poi a Roma. A Roma con uno stipendio di Adriano Olivetti, che era stato amico del padre, frequenta il cugino del padre, Alberto Moravia, ed entra in contatto con l’ambiente culturale romano. Si occupa di musica e di teoria musicale (grazie alla nonna ha potuto studiare con Dallapiccola): sono le sue attività principali almeno fino alla metà degli anni Sessanta. Stringe rapporti con l’avanguardia musicale, da Bruno Maderna a Luciano Berio, John Cage; all’inizio degli anni Sessanta collabora con Carmelo Bene all’allestimento musicale di alcuni suoi spettacoli.

Nel 1950 ha conosciuto Rocco Scotellaro, con cui stringe una forte amicizia. Nel 1952 avvia una terapia con lo psichiatra junghiano Ernst Bernhard; lo stesso anno conosce Mario Tobino con cui avvia un rapporto sentimentale: nel 1955, mentre è ricoverata in una clinica svizzera, gli chiederà di sposarla. Il ricovero si è reso necessario perché la morte di Scotellaro (1953) e della nonna (1954) hanno prodotto una grave crisi psichica: la diagnosi, formulata da Ludwig Binswanger, sarà di schizofrenia paranoide. È in questi anni che Amelia Rosselli scrive alcune delle sue prime opere letterarie: My Clothes to the Wind, 1952, Cantilena (poesie per Rocco Scotellaro), 1953, Sanatorio 1954. Inglese, italiano e francese sono indifferentemente le lingue impiegate. Alla fine degli anni Cinquanta Rosselli è alla ricerca di un editore per le sue poesie in italiano. Nel 1962 su «il menabò» compaiono le 24 poesie, accompagnate da una Notizia di Pier Paolo Pasolini, e l’anno successivo su «il Verri» La libellula (frammento), infine la prima raccolta, Variazioni Belliche, esce nel 1964: in appendice reca il saggio teorico, scritto per suggerimento di Pasolini, Spazi Metrici. Variazioni Belliche è caratterizzato da un forte sperimentalismo, specie la seconda sezione, Variazioni: al crocevia fra interesse per musica e le culture orientali (l’I King è un sottotesto fondamentale), Rosselli si proietta in un orizzonte del tutto estraneo alla cultura letteraria italiana, alla ricerca di una forma poetica oggettiva, persino geometrica, visto che l’estensione del primo verso determina la lunghezza del testo, in cui mettere a distanza un vissuto traumatico: la morte di Rocco Scotellaro, dietro la quale si dissimula la morte del patre e una trama di rapporti famigliari percepita in modo morboso.

Nel 1963 Rosselli partecipa alla prima riunione del Gruppo 63, così come parteciperà alle successive, ma questo non significa affatto adesione alla poetica della neo-avanguardia (sempre guardata a distanza). Senza volerlo, si trova coinvolta nella contrapposizione che segna buona parte degli anni Sessanta, in cui Pasolini la promuove in funzione anti Gruppo 63.

Negli anni che seguono Rosselli punta a pubblicare le poesie in inglese (quelle che poi diventeranno la raccolta Sleep), negli Stati Uniti (contatta anche FerlinghettI) e in Inghilterra: senza successo. Così come sarà molto un precorso travagliato arrivare alla pubblicazione della seconda raccolta in italiano: pronta nel 1966, Serie Ospedaliera vedrà la luce solo nel 1969. Rosselli vuole che le sue poesie siano stampate con il carattere a intervallo fisso (“i” occupa lo stesso spazio di “m”) perché sia visibile la regolarità geometrica dei testi. L’operazione, che non si era realizzata per Variazioni Belliche, si realizza solo per Serie Ospedaliera. La raccolta del 1969 è costituita da due sezioni, il poemetto La libellula e le poesie di Serie ospedaliera, strettamente legate fra di loro: la lunga rielaborazione della Libellula, ridotta a un quinto del testo di fine anni Cinquanta, si intreccia con la scrittura delle poesie. Serie ospedaliera segna il progressivo abbandono della forma quadrata di Variazioni, per approdare una struttura pluristrofica. Il centro della raccolta è rappresentato da un nucleo di poesie scritto in Abruzzo nell’estate del 1965: Rosselli vi rappresenta di nuovo il trauma della morte di Rocco Scotellaro. Da questo momento Scotellaro esce di scena dalla sua poesia. È anche interessante il dialogo che in Serie Ospedaliera, e proprio nelle poesie dedicate a Scotellaro, si attiva con la tradizione italiana.

Dal 1966 Rosselli sta lavorando alla sua terza raccolta, Documento: conclusa nel 1973, sarà stampata solo nel 1976. È il suo libro più tormentato, segnato dalla distruzione di interi blocchi di poesie: pensato come libro conclusivo, avrebbe dovuto vedere la luce una volta pubblicati gli inediti degli anni precedenti, ma l’operazione non va in porto e il libro cambia via via forma. Documento, come dichiara il titolo, è il documento di un rapporto controverso fra Amelia Rosselli e la storia, testimonianza di un impegno anche politico (dal 1958 è iscritta al Partito Comunista) che nel tempo si rivela fallimentare. Il confronto è drammatico: l’impegno civile, l’adesione alla storia, significa rinuncia all’urgenza della poesia, come aspirazione al sublime.

Documento costituisce un passaggio critico, che Rosselli legge come esaurimento poetico. In realtà gli anni successivi non rappresentano la fine della poesia. Nel 1980 esce Primi Scritti 1952–1863, che raccoglie gli scritti inediti anteriori a Variazioni Belliche, e l’anno successivo il poemetto Impromptu, un testo tra i più difficili di Rosselli; nel 1983 Appunti Sparsi e Persi, un nuovo libro di poesia che Rosselli costruisce reimpiegando i testi scartati da Documento. L’ultima stagione di coincide con il lavoro intorno alle poesie in inglese, Sleep: sono testi scritti tra il 1953 e il 1966 in larga parte contemporanei a Variazioni Belliche e Serie Ospedaliera. La scrittura di Rosselli è arcaizzante: recupera la poesia metafisica inglese del Seicento, John Donne, in particolare. Della raccolta escono due diverse selezioni: SonnoSleep nel 1989, con traduzioni di Antonio Porta, e Sleep tradotto da Emmanuela Tandello: un secondo volume che avrebbe dovuto riunire le poesie rimaste fuori da Sleep non è stato mai realizzato. Le traduzioni sono puntualmente sorvegliate e riviste da Rosselli, per cui recano forti tracce della sua autorialità.

Amelia Rosselli muore suicida l’11 febbraio 1996.

Opere principali

Variazioni belliche, Milano, Garzanti, 1964 (“Collana di Poesia”).
Serie Ospedaliera, Milano, Il Saggiatore, 1969.
Documento (1966-1973), Milano, Garzanti, 1976 (“Collana di Poesia”).
Primi Scritti 1952-1963, Milano, Guanda, 1980 (“Quaderni della Fenice”, 65).
Impromptu, con uno scritto di G. Giudici, Genova, San Marco dei Giustiniani, 1981 (“Quaderni di poesia”).
Appunti Sparsi e Persi (1966-1977), Reggio Emilia, Aelia Laelia, 1983.
La libellula, Milano, Studio Editoriale, 1985 (“Piccola enciclopedia”, 8).
Antologia poetica, a cura di G. Spagnoletti, con un saggio di G. Giudici, Milano, Garzanti, 1987 (“Collana di Poesia”).
Sonno − Sleep (1953-1966), traduzioni di A. Porta, opere di L. Tornabuoni, Roma, Rossi & Spera, 1989.
Diario Ottuso (1954-1968), prefazione di A. Berardinelli, Roma, IBN, 1990 (“La Ruota”, 2).
Sleep. Poesie in inglese, traduzione italiana e postfazione di E. Tandello, Milano, Garzanti, 1992 (“Collana di Poesia”).
Impromptu, introduzione di A. Anedda (e con lettura del poeta incisa su cassetta), Roma, Carlo Mancosu Editore, 1993 (“Il respiro del poeta”, 4).
Variazioni belliche, prefazione di P. P. Pasolini, a cura di P. Perilli, Roma, Fondazione Piazzolla, 1995 (“Poesia Europea Vivente”, 15).

Presenza in antologie

Traduzioni

Eventi

Bibliografia critica essenziale

Agosti Stefano, La competenza associativa di Amelia Rosselli, in Id., Poesia italiana contemporanea, Milano, Bompiani, 1978.
Baldacci Alessandro, Amelia Rosselli, Roma-Bari, Laterza, 2007.
Barile Laura, Avvicinamento alla poesia di Amelia Rosselli, Pisa, Pacini, 2015.
Berardinelli Alfonso, Amelia Rosselli, con maestà e furore, in Id., La poesia verso la prosa, Torino, Bollati Boringhieri, 1994.
Bisanti Tatiana, L’opera plurilingue di Amelia Rosselli, Pisa, ETS, 2007.
Brancati Francesco, Ideale reale. Sulla poesia di Amelia Rosselli, Roma, Carocci, 2025.
Carbognin Francesco, Le armoniose dissonanze, “Spazio metrico” e intertestualità nella poesia di Amelia Rosselli, Bologna, Gedit, 2008
Cortellessa Andrea (a cura di), La furia dei venti contrari, Firenze, Le Lettere, 2007.
Cortellessa Andrea, The Ghost in the Machine, in «il verri», 85, giugno 2024.
Cortellessa Andrea, Con lascia dietro le nostre spalle. Amelia Rosselli, Milano, Electa, 2024.
Fusco Florinda, Amelia Rosselli, Palermo, Palumbo, 2007.
Giovannuzzi Stefano, Amelia Rosselli: biografia e poesia, Novara, interlinea, 2016.
Giovannuzzi Stefano, Rosselli: «Dopo il dono di Dio», Roma, Carocci, 2023.
La Penna Daniela, «La promessa d’un semplice linguaggio». Lingua e stile nella poesia di Amelia Rosselli, Roma, Carocci, 2013.
Loreto Antonio, I santi padri di Amelia Rosselli. «Variazioni belliche» e l’avanguardia, Milano, Arcipelago, 2014.
Marini Paolo – Pontesilli Maria Giovanna – Tavoloni Laura (a cura di), Il Fondo Amelia Rosselli dellUniversità della Tuscia. Saggi e apparati catalografici, Firenze, Olschki, 2024.
Pasolini Pier Paolo, Notizia su Amelia Rosselli, in «il menabò» 6, 1963, ed ora in Id., Saggi sulla letteratura e sull’arte, a cura di W. Siti e S. De Laude, con un saggio di C. Segre, cronologia a cura di N. Naldini, Milano, Mondadori, 20083.
Sermini Sara, «E se paesani / zoppicanti sono questi versi». Povertà e follia nell’opera di Amelia Rosselli, introduzione di A. Anedda, Firenze, Olschki, 2019.
Snodgrass Ann, Knowing Noise. The English Poetry of Amelia Rosselli, New York, Peter Lang, 2001.
Tandello Emmanuela, Amelia Rosselli, la fanciulla e l’infinito, Roma, Donzelli, 2007.

Scheda redatta da Stefano Giovannuzzi

Ultimo aggiornamento 19 Marzo 2026

Documenti

Amelia Rosselli intervistata da Roberta Pintor nel 1991 per la RAI

Ministero dell'Università e della Ricerca PRIN – Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale Università della Campania Luigi Vanvitelli Università degli Studi di Firenze Libera Università Maria SS. Assunta – LUMSA