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Anna Santoro

Napoli, 22 Settembre 1945

Profilo

Anna Santoro nasce a Napoli il 22 settembre 1945 e, dall’età di otto anni, inizia a scrivere diari, poesie e racconti. Negli anni Sessanta, entra in gruppi extraparlamentari di sinistra, partecipa a numerose manifestazioni e occupa alcune case abusivamente per poi, nel 1978, legarsi ai gruppi attivisti del movimento femminista. Laureatasi nel 1968, ottiene una borsa di studio di Letteratura italiana presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Napoli, salvo poi dedicarsi all’insegnamento presso le scuole secondarie di secondo grado. Dal 1976, entra nella redazione di «Esperienze letterarie», rivista fondata e diretta da suo padre, Mario Santoro, curandone la rubrica “Taccuino” e pubblicandovi alcuni saggi, come La crisi dell’intellettuale nella narrativa dell’ultimo Ottocento: Entusiasmi di R. Sacchetti (a. I, n. 4,), Una rilettura della polemica Serio-Galiani (a. VIII, n. 2) e Ricerca e lettura delle scritture delle donne in Italia: 1) Questioni di metodo (a. XV, n. 3). Dal 1981 al 1989 svolge un’intensa attività di ricerca presso il Magistero dell’Università di Salerno, dedicandosi, in particolare, alla letteratura italiana femminile, come testimoniano alcune pubblicazioni: Tra gioco e ragione: l’eroismo tra i nemici o sia La Faustina (Napoli, SEN, 1982), Catalogo della produzione femminile italiana a stampa presente nei fondi librari della Biblioteca Nazionale di Napoli (dalle origini della stampa al 1860) (Napoli, CPE, 1984), curato con Francesca Veglione, e Narratrici italiane dell’800 (Napoli, Federico&Ardia, 1987). Nel 1984 apre a Napoli l’associazione culturale l’Araba Felice con lo scopo di promuovere la lettura, la musica, il teatro e le arti attraverso una serie di presentazioni, performances, convegni (come “Centauri, farfalle e appassionatamente tutti gli altri. Indagine sui linguaggi poetici”, tenutosi presso l’Istituto Grenoble di Napoli nel 1986), letture ad alta voce, progetti nelle scuole e manifestazioni di vario tipo. L’anno seguente, pubblica la sua prima raccolta poetica verbo-visuale, Sestessenze (Torino, Tam Tam) ‒ con prefazione di Adriano Spatola, che esce come supplemento al quarantaduesimo numero della rivista «Tam Tam»: i testi, intesi come strutture da guardare e come partiture da leggere a voce alta, appartengono all’area  della sperimentazione della Poesia Concreta, come si evince dalla frammentazione del lemma, dalla significazione dello spazio bianco nonché dalla giustapposizione di caratteri tipografici isolati. Nel 1987 organizza “3 Incontri con l’Autrice” presso l’Istituto di Studi Filosofici di Napoli, ospitando Maria Luisa Spaziani, Dacia Maraini e Camilla Cederna, e pubblica la raccolta poetica Tra gangli bulbi e vene (Cosenza, Periferia), caratterizzata ancora da suggestioni sperimentali.

Nel 1990, esce Per corsi (tra gioco e ragione sempre con passione) sulla cui aletta anteriore della sovraccoperta si legge una breve nota critica di Maria Luisa Spaziani, che ne mette in luce «il talento introspettivo», l’umorismo e l’acutezza della critica sociale. Il libro, costituito da “tre percorsi”, affronta il tema del rapporto asimmetricamente dicotomico tra uomo e donna attraverso cinquantasei testi che si muovono su un terreno ibrido tra la poesia tradizionale, le parole in libertà e la poesia visuale. Nel 1992 pubblica una raccolta di racconti intitolata Album (Napoli, L’Araba Felice) e, in questo periodo, organizza varie rassegne nazionali di poesia, scrive articoli, si esibisce in brillanti performances e promuove reading. Sei anni più tardi, recupera La ballata delle sette streghe, messa in scena presso l’Istituto Grenoble di Napoli nel 1989, durante “Per passione e per gioco. Spettacolo di poesia, musica, immagini”, e ne pubblica il testo in un volume omonimo, con altri versi, per l’editore Colonnese di Napoli. Il libro raccoglie, dunque, la ballata eptapartita, caratterizzata da una marcata sonorità per l’uso insistito di figure retoriche foniche, e settantanove componimenti scritti tra il 1965 e il 1995 che testimoniano il graduale slittamento della poetica di Santoro dalla matrice verbo-visuale a soluzioni più vicine alla tradizione. L’autrice pubblica, inoltre, Il Novecento. Antologia di scrittrici italiane del primo ventennio (Roma, Bulzoni, 1997), un ambizioso progetto di recupero e di valorizzazione dell’opera letteraria di dieci autrici dimenticate: Eugenia Codronchi, Anna Franchi, Paola Drigo, Clelia Romano, Carola Prosperi, Maria Messina, Lina Pietravalle, Antonietta Barocco Marchini, Paola Lombroso e Anita De Donato. Nel 2001, in seguito all’attentato terroristico dell’11 settembre, cura l’antologia Guerra (Napoli, Intramoenia) contenente alcuni testi ‒ di Daniela Attanasio, Carla Bertola, Tomaso Binga, Franco Cavallo, Fabio Ciriachi, Francesco Forni, Barbara Gabotto, Massimo Giannotta, Giacomo Guidetti, Maria Iatosti, Mario Lunetta, Giorgio Luzzi, Luciano Pennino, Maria Pia Quintavalla, Anna Santoro, Antonio Spagnuolo, Adam Vaccaro, Alberto Vitacchio e Amal al-Juburi ‒ che trattano il tema dei conflitti armati. Nello stesso anno, cura Piccola Antologia di scrittrici campane (Napoli, Intramoenia, 2001) che accoglie dei testi di quindici autrici, attive tra il XIX e il XX secolo, da riscoprire e da ricordare per il loro valore letterario e culturale in genere. Nel 2005, Santoro torna alla poesia, pubblicando Certincantamenti (Venezia, Marsilio, 2005), una raccolta di centoventitré testi, suddivisi in quattro sezioni, caratterizzati da una parola poetica sempre polemica e militante. Le più recenti raccolte poetiche, intitolate rispettivamente La Quinta Stagione e antefatti ‒ indizi ‒ avvisaglie e no (Napoli, Kairòs, 2017) e Echi di slittamenti (forse) irreversibili (Pasturana, puntoacapo, 2025), sono caratterizzate da un linguaggio più ricercato, ricco anche di neologismi, e da una sintassi più articolata rispetto ai risultati precedenti, in quanto rispondono a una realtà complessa, ambivalente e straniante, dove il soggetto cerca invano punti di riferimento. Nel corso degli anni, Santoro pubblica anche alcuni romanzi: In altro modo? (Napoli, In Altri Termini, 1986), Le amiche di Carla (Napoli, Filema, 1999), Pausa per rincorsa (Roma, Avagliano, 2003), La nave delle cicale operose. Una narrazione (Torino, Robin, 2012) e Cercando Bambina. Romanzo (Perugia, Ali&no, 2018). L’autrice è ancora molto attiva e cura personalmente il proprio sito internet, https://www.annasantoro.it/, sul quale, oltre a promuovere la sua eterogenea produzione letteraria, esprime le sue opinioni riguardo all’attualità.

Opere principali

Sestessenze, Torino, Tam Tam, 1985.

Tra gangli, bulbi e vene, Cosenza Periferia, 1987.

Per corsi (tra gioco e ragione sempre con passione), Forlì, Forum/ Q.G., 1990.

La ballata delle sette streghe e altri versi, Napoli, Colonnese, 1998.

Certincantamenti, Venezia, Marsilio, 2005.

La Quinta Stagione e antefatti ‒ indizi ‒ avvisaglie e no, Napoli, Kairòs, 2017.

Echi di slittamenti (forse) irreversibili (2017-2024), Pasturana, Puntoeacapo, 2025.

Bibliografia critica essenziale

Carla Locatelli, La “centralità” dell’incanto, in «Esperienze letterarie», a. XXXI, n. 2, Napoli, aprile-giugno 2006, pp. 117-121.

Stefania Lucamante, The “Daughter’s Construction”, or what happens to Italian Novels When the Daughter Tells the Story, in «Forum Italicum», a. XLIII, n. 1, Buffalo, spring 2009, pp. 97-115.

Scheda redatta da Clementina Greco

Ultimo aggiornamento 25 Marzo 2026

Documenti

Copertina della raccolta poetica Certincantamenti (Venezia, Marsilio, 2005)

Copertina della raccolta poetica Certincantamenti (Venezia, Marsilio, 2005)

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