Vai al contenuto

Patrizia Cavalli

Todi, 17 Aprile 1947 Roma, 19 Giugno 2022

Profilo

La poeta Patrizia Cavalli nasce a Todi il 17 aprile 1947. L’ambiente d’origine, percepito ben presto come oppressivo, genera nell’autrice un’urgenza di emancipazione che segnerà notevolmente la sua biografia.  

Le prime testimonianze della vocazione poetica di Cavalli risalgono agli anni dell’infanzia umbra: durante la scuola primaria compone versi dedicati all’attrice statunitense Kim Novak – tra cui Se morisse Kim Novak e Chi sei tu dunque –, mai pubblicati, ma resi noti nelle interviste della maturità. Anche l’adolescenza è segnata dal contrasto tra il suo animo esuberante e la monotonia della realtà provinciale. Presso la città natale frequenta il liceo classico Jacopone da Todi, dove è allieva di Franco Serpa, docente di latino e greco; pur avendo dovuto ripetere un anno a causa delle insufficienze nelle sue discipline, ricorderà Serpa come una figura intellettuale determinante, annoverandolo tra coloro che le hanno profondamente cambiato la vita. In questo periodo, tra le principali forme di svago figurano le sfide a morra lanciate ai camionisti in sosta al distributore Agip, dove si reca grazie al passaggio in auto di un amico americano, omosessuale e più grande di lei, la figura più eccentrica e anticonformista della sua cerchia todina. Conclusi gli studi liceali, tra il 1968 e il 1969 si trasferisce a Roma per frequentare la facoltà di Filosofia presso La Sapienza, dove si laureerà nel 1973 con una tesi in Estetica della musica.  

La prima fase romana è contraddistinta da un profondo disorientamento: Cavalli – nelle sue parole – vive la città senza orologio né mappe, salta le lezioni universitarie, sperpera denaro tra spostamenti in taxi e acquisti di violette e affronta momenti di solitudine che la portano persino a un temporaneo ritorno a Todi. Eppure, è proprio il soggiorno nella capitale che le apre una nuova dimensione di vita sociale e culturale, marcando l’inizio di quella che l’autrice definirà la «vita veramente vissuta», sentendo di essere nata una seconda volta. 

Cavalli riesce infine a inserirsi nel panorama culturale romano grazie alla mediazione dell’amico statunitense già frequentato a Todi, attraverso il quale Cavalli entra in contatto con una cerchia di intellettuali internazionali. Fondamentale è l’incontro con Elsa Morante, verso la quale la giovane Patrizia nutre una profonda devozione. Tramite Morante, Cavalli accede a un sodalizio intellettuale che include figure come Giorgio Agamben, Alfonso Berardinelli, Carlo Cecchi e Bice Brichetto. 

Nella vicenda poetica e umana della poeta, Morante assume il ruolo di mentore e ‘maestra’: dopo averle chiesto di leggere alcune poesie e averne riconosciuto il talento, è proprio lei, mentre Cavalli si trova a New York, a riordinare le liriche che confluiscono in Le mie poesie non cambieranno il mondo, la raccolta d’esordio pubblicata da Einaudi nel 1974, nella quale non a caso spicca la dedica «a Elsa». In tale silloge si delineano alcuni nuclei tematici che attraverseranno l’intera produzione poetica di Cavalli: l’amore, generalmente rivolto a un “tu” femminile; la tensione verso la libertà e la resistenza a ogni forma di costrizione; la morte, vissuta tra la tensione verso l’eternità e la consapevolezza della propria «condanna a essere umana»; l’attenzione al corpo, con il quale la poeta convive in maniera quasi claustrofobica; la mente, intrappolata in una fitta rete di pensieri ossessivi; le molteplici sfaccettature dell’io lirico; la valorizzazione della bellezza nelle piccole esperienze quotidiane, spesso mediata dalla descrizione di oggetti concreti e domestici. 

Nel 1981, sempre per Einaudi, esce la seconda raccolta, Il cielo, dedicata a Okapi Bandierina, figlio di Caruso Mandolino, gatto di Elsa Morante. Nello stesso anno, per Feltrinelli, Cavalli pubblica la sua versione dell’Amphytrion di Molière, primo approccio al mondo della traduzione. Da qui l’avvio di una nuova attività: su richiesta di Carlo Cecchi, Cavalli traduce La tempesta e Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare (1984 e 1988), lavori poi raccolti nel volume Shakespeare in scena (2016) insieme alle traduzioni di Otello e La dodicesima notte 

A partire dagli anni Ottanta, Cavalli affianca alla poesia – che descrive come un mestiere che ‘non consente di guadagnare’ – esperienze culturali eterogenee, tra cui il lavoro come mercante d’arte, nel cui ambito funge da tramite tra il venditore e il compratore guadagnando una percentuale sull’acquisto, la collaborazione con un antiquario di Torino e con una non specificata fondazione americana, dalla quale viene «mantenuta» in cambio della stesura di brevi scritti, «qualche riga di progetto». In questo periodo diventa anche «giocatrice di poker» e il suo rapporto con il danaro si complica, al punto di cadere in uno «spaventoso precipizio» economico.  

Nei primi anni Novanta, mentre prosegue con crescente successo la sua attività poetica – la terza raccolta, Sempre aperto teatro (1999), le vale il Premio Viareggio e la silloge Pigre divinità e pigra sorte (2006) il Premio Pier Paolo Pasolini –, Cavalli dà vita a numerosi progetti legati al mondo dell’arte. Tra gli altri, nel 1991 il poemetto L’io singolare proprio mio (poi confluito in Poesie) è affiancato nel libretto Faccia a faccia da due litografie del pittore Gianni Dessì; nel 1999 la poesia Sarebbe sopportabile ogni male (poi inclusa in Vita Meravigliosa) accompagna un disegno di Alberto Casiraghi per un progetto a cura di Pulcinoelefante; nel 2003 la poesia Pigre divinità e pigra sorte – poi inserita nella silloge del 2006, cui dà il titolo – compare a fronte di una xilografia di Nunzio (Di Stefano) per la cartella d’artista in trentacinque esemplari Oltre Frontiera (Editore Canopio); nello stesso anno, redige un saggio su Frida Kahlo, Dietro non c’è niente, mentre nel 2004 quattro sue poesie – Troppa memoria. Ma vaga senza storia, Come se cantando le parole, Che forse non è questo il mio mestiere?, Così ferma stupefatta la giornata (tutte raccolte in Pigre divinità e pigra sorte) – sono inserite nel catalogo della mostra di Nicola de Maria; nel 2008 pubblica il poemetto Tessere è umano in apertura del libro La matassa primordiale di Isabella Ducrot – uscito per prima volta per Nottetempo, in seguito confluito nella raccolta Datura (2013) – e scrive una prosa introduttiva per il catalogo della mostra Luci. Ottobre 2008 di Orsina Sforza.  

Sulla linea più strettamente poetica, nel 2009 realizza Tre risvegli, opera commissionata dal Music Theatre Transparant di Anversa; nel 2011 pubblica La Patria (Nottetempo) e Flighty Matters (Quodlibet), opera composita che unisce poesie, riproduzioni di manoscritti e immagini di oggetti di moda. Nel 2012 amplia la sua poliedricità con Al cuore fa bene far le scale (Voland), raccolta di canzoni scritte e interpretate con la cantautrice Diana Tejera. La sua versatilità è comprovata anche dalle performance poetiche, come quella in occasione del Festival della Mente a Sarzana nel 2011, e dalla partecipazione nel 2016 al programma TV CasaMika, su invito del cantante libanese.  

La diagnosi di un tumore, avvenuta nel 2015, si impone come nucleo tematico della produzione tarda, raggiungendo il culmine in Vita meravigliosa (2020). In questa silloge, liriche come È così che arriva la pazzia, dimenticando, restituiscono lo stato di «sospensione» vissuto dall’autrice durante la malattia. L’opera recupera e rifunzionalizza la dialettica tra morte e immortalità già presente nelle raccolte precedenti, declinandola in una definitiva presa di coscienza della propria finitudine. Dinanzi alla ‘paura di esistere’, la morte appare meno temibile della condanna a «essere umana»; tuttavia, in componimenti come E me ne devo andare via così?, emerge il dissidio di fronte a un’esistenza che si avvia alla conclusione prima di aver compiuto interamente il proprio «disegno».  

La patologia conduce l’autrice alla morte, avvenuta a Roma il 19 giugno 2022. Dopo la sua scomparsa, tre eventi ne consolidano la memoria. Nel 2023 esce il docufilm Le mie poesie non cambieranno il mondo, diretto da Annalena Benini e Francesco Piccolo. Nello stesso anno, la celebre regista francese Céline Sciamma realizza il cortometraggio This is how a child becomes a poet, girato nella casa di via Biscione a Roma – dove Cavalli ha trascorso gran parte della sua vita – prima che venisse dismessa. Infine, dal 30 maggio al 25 agosto 2024 si è tenuta presso il Museo MACRO di Roma la mostra bibliografica Il sospetto del paradiso, che in una sequenza di scatti ha ricostruito parte del macrocosmo domestico dell’autrice: mobili, ritratti, manoscritti, opere di artisti-amici e annotazioni di pensieri randomici.

Opere principali

Le mie poesie non cambieranno il mondo, Torino, Einaudi, 1974 

Il cielo, Torino, Einaudi, 1981 

L’io singolare proprio mio, Torino, Einaudi, 1992 

Poesie (1974-1992), Torino, Einaudi, 1992 (silloge che assomma le tre precedenti) 

Sempre aperto teatro, Torino, Einaudi, 1999 

La guardiana, Roma, Nottetempo, 2005 

Pigre divinità e pigra sorte, Torino, Einaudi, 2006 (contenente La guardiana) 

La patria, Roma, Nottetempo, 2011 

Flighty matters, Quodlibet, Macerata, 2011 

Al cuore fa bene far le scale (in collaborazione con Diana Tejera), Roma, Voland, 2012 

Datura, Torino, Einaudi, 2013

Vita meravigliosa, Torino, Einaudi, 2020 

Partecipazione a giurie di premi

Premi

Bibliografia critica essenziale

Giovanardi Stefano, Patrizia Cavalli, in Cucchi Maurizio, Giovanardi Stefano (a cura di), Poeti italiani del secondo Novecento 1945-1995, Milano, Mondadori, 2004, pp. 786-787 e pp. 1142-1143.  

Alfano Giancarlo, Cortellessa Andrea, et. al. (a cura di), Parola plurale. Sessantaquattro poeti italiani fra due secoli, Roma, Luca Sossella Editore, 2005 

Testa Enrico, Dopo la lirica: Poeti italiani 1960-2000, Torino, Einaudi, 2005 

Giovannetti Paolo, La poesia italiana degli anni Duemila. Un percorso di lettura, Roma, Carocci, 2017 

Benini Annalena, Patrizia Cavalli. Respiro per trovare le parole, in Ead., La scrittura o la vita, Milano, Rizzoli, 2018, p. 107-122 

Bertoni Alberto, Poesia italiana dal Novecento a oggi, Bologna, Marietti1820, 2019 

Gambatesa Rosalia, Ormai è sicuro, il mondo non esiste. La poesia di Patrizia Cavalli. 1974-1992, Bari, Progedit, 2020 

Crocco Claudia, De Luca Bernardo, et. al. (a cura di), Voci della poesia italiana contemporanea. 2000-2025, Roma, Carocci, 2026 

Scheda redatta da Erika Castiello

Ultimo aggiornamento 16 Marzo 2026

Documenti

Fotografia di Dino Ignani tratta dalla serie "Intimi ritratti" (www.dinoignani.net/poeti.html)
Fotografia di Dino Ignani tratta dalla serie "Intimi ritratti" (www.dinoignani.net/poeti.html)
Ministero dell'Università e della Ricerca PRIN – Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale Università della Campania Luigi Vanvitelli Università degli Studi di Firenze Libera Università Maria SS. Assunta – LUMSA