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Rosaria Lo Russo

Firenze

Profilo

Nata a Firenze nel 1964, Rosaria Lo Russo si appassiona alla letteratura e al teatro fin dall’infanzia, tanto che inizia a scrivere poesie dal 1974. Nel periodo in cui frequenta il Liceo classico Michelangelo di Firenze, si accosta alla lettura di autori quali Dante Alighieri, Jacopone da Todi, Rainer Maria Rilke ed Elio Pagliarani, i cui testi esercitano un’influenza significativa sul suo percorso di formazione intellettuale e letteraria. In questa fase, inoltre, conosce Lamberto Pignotti ed Eugenio Miccini, aderisce a un collettivo femminista e si iscrive a una scuola di teatro, debuttando nel 1979 con una trasposizione di Reigen (1903) di Arthur Schnitzler. Il Laboratorio dell’Attore è diretto da Paolo Coccheri, il quale organizza, tra le numerose iniziative, readings poetici domenicali a cui partecipano talvolta Mario Luzi e Piero Bigongiari, che divengono ben presto dei punti di riferimento per Lo Russo. L’autrice, una volta conseguito il diploma, sostiene alcuni esami presso il Magistero, su suggerimento di Luigi Tassoni, e si laurea in Lettere Moderne con una tesi dal titolo La protagonista di Pirandello. Miti, personaggi e ruoli che vince nel 1992 il “Premio Nazionale Luigi Pirandello” bandito dal Centro Nazionale di Studi Pirandelliani di Agrigento. Grazie agli insegnamenti di Piera Degli Esposti e di Gabriella Bartolomei si specializza, dal 1986, nella trasmissione orale di testi poetici, che presuppone un’analisi filologica, ermeneutica, prosodica, ritmica e timbrica. Tale attività è parte agente e integrante dell’opera poetica dell’autrice che si muove su due binari. Lo Russo, infatti, si definisce poetrice per mettere in rilievo la compenetrazione tra la sua attività performativa, comprendente la trasmissione orale di testi, l’happening nonché la recitazione tout court, e la scrittura poetica.

Nel 1987 pubblica la sua prima raccolta poetica, L’estro (Firenze, Cesati), i cui componimenti risentono dei due anni di studi bigongiariani e, più in generale, del clima post-ermetico della Firenze degli anni Ottanta. I riferimenti teatrali, quali le citazioni tratte da Bohème, non risultano sufficienti a conferire all’opera una piena dimensione performativa; essa conserva tuttavia una marcata impronta di oralità, determinata dalla pluralità dei ritratti e dalla sua natura intrinsecamente dialogica. In questo periodo, Lo Russo collabora con «Semicerchio», rivista di letteratura comparata fondata nel capoluogo toscano da Natascia Tonelli, Francesco Stella, Gianfranco Agosti e Patrizia Michelini. Sposatasi con Thomas Kirk, l’autrice trascorre molto tempo negli Stati Uniti, dove ha la possibilità scoprire, analizzare e tradurre i versi di Anne Sexton. Nel 1994 dà alle stampe la seconda raccolta poetica, Vrusciamundo (Porretta Terme, I Quaderni del Battello Ebbro), il cui tessuto linguistico è caratterizzato da un marcato plurilinguismo che tende, come afferma Stefano Colangelo, a una «concentrazione di soglie e ostacoli di fronte alla letteralità» (2014). Attingendo tanto al mito quanto alle nozioni biologico-fisiologiche, in una tensione continua tra il sublime e il volgare, Lo Russo spazia sull’asse delle ordinate per mezzo di una lingua che, lasciando dialogare il dialetto calabrese e il vernacolo fiorentino, genera una partitura fonica densa, pulsante, corporale. Due anni dopo, le viene dedicato il quinto quaderno di Poesia contemporanea (Milano, Crocetti, 1996), a cura di Franco Buffoni e con prefazione di Aldo Nove, comprendente Sanfredianina.

Dal 1997, entrando in contatto con Nanni Balestrini ed Elio Pagliarani, l’autrice si lega all’ambiente neoavanguardistico di Reggio Emilia, esibendosi con performances e readings. Mariella Bettarini e Gabriella Maleti includono Sequenza orante di Lo Russo nell’opera multimediale Gazebo: scrittori e scritture di fine ‘900. Quindici anni delle Edizioni Gazebo (1984-1999) (Campi Bisenzio, Mediateca, 1999), un cofanetto contenente un volume tascabile e due floppy disc, che esplora la produzione poetica italiana degli ultimi venti anni del Novecento. Sequenza orante viene successivamente integrato in Comedia (Milano, Bompiani, 1998), raccolta poetica composta da un volume e da un CD, che Elio Pagliarani, nella prefazione, definisce «un’abbuffata linguistica» in ragione dell’adozione, da parte dell’autrice, tanto del registro tragico quanto di quello comico-burlesco, nonché di un lessico materico, fisico e tattile accostato a uno più rarefatto e impalpabile. In questi testi sono presenti, come nelle raccolte poetiche successive, numerosi riferimenti al campo semantico dell’alimentazione che, come ha già rilevato Cecilia Bello Minciacchi, istituiscono un rapporto identitario tra la poesia e il nutrimento, tra la scrittura e la sopravvivenza, problematizzando fin d’ora la relazione tra lingua e corpo. La rivendicazione di uno spazio autonomo per la poesia femminile costituisce un ulteriore nodo centrale nella riflessione di Lo Russo, rintracciabile qui nelle citazioni da Memoriale, opera mistica della monaca Angela Da Foligno (1248-1309). Accanto alla produzione di contributi critici, l’autrice instaura infatti un dialogo consapevole con le poetesse che l’hanno preceduta, a partire dalle figure mistiche e dalle autrici riconducibili alla matrice petrarchesca come Gaspara Stampa, ricorrendo talvolta alla pratica della traduzione come strumento di valorizzazione, mediazione e riattualizzazione della tradizione poetica femminile.

Lo Russo è interprete dei versi di Amelia Rosselli e di Patrizia Vicinelli, mentre è traduttrice, per esempio, di Erica Jong, di Sylvia Plath e di Alfonsina Storni, a dimostrazione di come l’autrice tenti di collocarsi all’interno di un canone femminile, un filone scisso e non riconosciuto dai, per dirla con Rosselli, «santi padri». Nel 2003 pubblica Penelope (Napoli, Edizioni d’if), un monologo in versi ricchi di neologismi che re-interpreta l’incontro tra Ulisse, una volta tornato a Itaca, e sua moglie Penelope, «rimasuglio di sposa obnubilata» e preda della disperazione. Spostando la focalizzazione dall’eroe acheo alla regina di Itaca, Lo Russo dà voce al pensiero di una donna che ha atteso per venti lunghi anni il ritorno del marito vivendo il dramma di una falsa vedovanza, di una forzosa solitudine. L’opera è commissionata dal compositore Luigi Cinque in occasione del concerto-reading Hypertext Ulysses, andato in scena il 28 e il 29 maggio 1999 presso la Fabbrica Europa a Firenze. Nel 2004 l’autrice pubblica la raccolta poetica Lo Dittatore Amore. Melologhi (Pavia, Effigie) che vince il Premio L’Aquila-Carispaq del 2005. Il volume, il cui titolo rimanda al XXIV canto del Purgatorio dantesco, costituisce un punto nodale nella produzione poetica di Lo Russo, poiché segna il compimento di un percorso di assimilazione e di rielaborazione dei modelli letterari del passato e, al contempo, l’apertura verso una direzione autonoma, autoriale e femminile caratterizzata da una scrittura ipertrofica, attraversata da eccessi e da marcate tendenze sinestetiche. Nel cd allegato al volume si trovano Nastro, un collage di testi tratti da autori e autrici particolarmente cari a Lo Russo e Musa a me stessa.

Su un versante differente si colloca la raccolta poetica successiva, Crolli (Trieste, Battello, 2006), che si apre da un punto di vista tematico a una dimensione civile. A partire da alcune riflessioni riguardo al disastro ecologico, alla guerra in Iraq e al potere dei media, Lo Russo diagnostica un irreversibile disfacimento della società occidentale. In occasione del decimo anniversario della scomparsa di Amelia Rosselli, realizza un documentario dedicato alla vita e all’opera della poetessa, assumendo il ruolo di interprete della poesia rosselliana nella performance per voce recitante La libellula. Panegirico della libertà, con accompagnamento pianistico di Andrea Allulli. Nel 2010 partecipa alla XIV edizione del festival “romapoesia”, intitolata “poEtiche”, tenutasi dal 15 al 17 ottobre presso l’ESC Atelier di Roma: l’evento, diretto da Maria Teresa Carbone e Franca Rovigatti, ha lo scopo di valorizzare la poesia femminile in Italia dal secondo dopoguerra. Lo Russo torna, inoltre, con un audiolibro su Anne Sexton, intitolata Io e Anne: confessional poems (Napoli, D’if, 2010), avente lo scopo di trasformare l’opera poetica scritta e vocale in un’esperienza musicale pop grazie alla collaborazione di Mondo Candido. L’anno successivo l’autrice dà alle stampe la raccolta poetica tripartita Nel nosocomio (Massa, Transeuropea, 2011), nella quale, in continuità con Crolli, mette in scena una società ridicola, grottesca e allucinata, offrendo al lettore frammenti di discorsi deliranti affidati ai pazienti di un’ipotetica casa di cura. L’eccedenza del flusso discorsivo si accompagna a una marcata ibridazione dei registri linguistici e concorre alla rappresentazione di un’Italia contemporanea segnata da un diffuso squallore valoriale. Lo Russo riunisce la propria produzione poetica di un decennio nel volume Poema 1990/2000 (Arezzo, Zona, 2013) – corredato da una prefazione di Cecilia Bello Minciacchi e da una postfazione di Marco Simonelli – che, nelle intenzioni dell’autrice, si pone in continuità con la poesia di Amelia Rosselli e di Patrizia Vicinelli, in particolare per l’inestricabile nesso tra scrittura e oralità. A partire dall’anno successivo, Lo Russo dirige il festival di poesia performativa “PPPP_LaPasseraPoesia\/PerformanceinPiazza” all’interno della manifestazione fiorentina di fotografia, musica e performances “Settembre in Piazza della Passera”. Dal 1° al 6 settembre 2014, partecipa alla rassegna di poesia e performance “Poetitaly”, ideata e diretta da Simone Carella, tenutasi presso la biblioteca Renato Niccolini e all’anfiteatro di Corviale di Roma. Nel 2016 pubblica il saggio Figlia di solo padre. Di Anne Sexton (in «Semicerchio», a. LV, febbraio 2016, pp. 25-32) e una nuova raccolta poetica dal titolo Controlli (Monza, Millegru), accompagnata da un DVD musicato e diretto da Daniele Vergni, costituita da due poemetti: Il controllore di volo, trascrizione di un’intervista all’ormai anziano campione olimpico di tuffi Klaus Di Biasi, e Il canto di Hafez, una mescidazione di ghazal appartenenti alla produzione del poeta mistico Hāfez di Shiraz. L’autrice rielabora così la problematica del dire in una condizione di soglia, segnata da una sospensione tanto fisica quanto psichica, instaurando una riflessione che trova il suo contraltare nelle due videopoesie poste a corredo del volume. L’opera, nella quale si riconosce quel «sé sovraindividuale» rintracciato da Cecilia Bello Minciacchi per descrivere l’io poetante di Lo Russo nella produzione più tarda, riceve nel 2017 il Premio Pagliarani per la sezione “Poesia Edita”.

Da ottobre 2017 a maggio 2018 cura la prima edizione del progetto S/P/READ, un laboratorio permanente di formazione al reading performance di poesia e musica che si tiene nella sala sperimentale Cragi del Teatro delle Arti di Lastra a Signa. Concentrandosi su dizione, vocalità, articolazione, prosodia, analisi del testo poetico e interazioni con la musica, Lo Russo mira a ricomporre le due dimensioni fondative della poesia: la scrittura e l’oralità. Nel 2020, inoltre, si occupa del Laboratorio di lettura ad alta voce “Alla voce poesia” con Francesca Mazzotta presso lo Studio Etra Tommasi di Firenze. Dal 22 aprile al 10 giugno 2021, cura “Not I. Otto opere sulla poesia italiana e internazionale”, un ciclo di otto episodi radiofonici, in onda su USMARADIO, in cui reinterpreta alcune opere appartenenti al repertorio poetico italiano e internazionale. Successivamente, l’autrice dà alle stampe la raccolta poetica Anatema (Pavia, Effigie), da cui trae un’esibizione per la rassegna di performance poetica, musicale e visiva “Women’s poetic action” il 20 luglio 2021 presso la Casa Internazionale delle Donne a Roma, e Unamedea (Vecchiano, Valigie Rosse, 2021) che vince il Premio Ciampi Valigie Rosse dello stesso anno. Analogamente a quanto avviene in Penelope, Lo Russo si riappropria e rielabora la vicenda di una figura femminile della tradizione occidentale, restituendola attraverso le modalità espressive del contemporaneo. Partecipa, inoltre, al “Kernel Festival” di Monza e, in particolare, al “Percorso Dante Alighieri”, leggendo il XXVIII canto dell’Inferno con l’accompagnamento musicale degli studenti del corso di Sound Design dell’Istituto Europeo di Design di Milano. È presente, inoltre, a “Licenze Poetiche: XX Festival Internazionale di Poesia Aggiornata” e al “Festival Internazionale di Poesia Voci lontane, Voci sorelle” con interventi sulla scrittura di Anne Sexton. Nel 2022 partecipa a una pubblicazione collettiva, 10 poeti per Stus Vasyl’ Cvetaeva Marina. Dentro di me sta già nascendo Dio. Inimitabile mente la vita (Modena, Mucchi, 2022), avente lo scopo di riscrivere, di tradurre e di tramandare alcuni testi di Stus, poeta ucraino deceduto in un gulag nel 1985, e di Cvetaeva, esponente del simbolismo russo nonché oppositrice del regime stalinista. Nell’ambito dell’“Estate Fiorentina 2022”, l’autrice presenta, per la sesta edizione di “Felicità metropolitane”, le opere saggistiche La protagonista di Pirandello (Metauro, 2021) e Figlia di solo padre (Seri, 2021) all’Ultravox Arena del Parco delle Cascine di Firenze, dialogando con Caterina Verbaro e Isabella Becherucci. Attualmente, l’ultima raccolta poetica data dalle stampe da Rosaria Lo Russo è Tande (Montecassiano, Vydia, 2023) che si candida al Premio Strega Poesia 2024 e vince il Premio Internazionale CEPPO Biennale Poesia 2025.

Opere principali

L’estro, Firenze, Cesati, 1987.

Vrusciamundo, Porretta Terme, I Quaderni del Battello Ebbro, 1994.

Comedia, Milano, Bompiani, 1998. 

Dimenticamiti Musa a me stessa, Prato, Edizioni Canopo, 1999.

Melologhi, Modena, Emilio Mazzoli, 2001.

Penelope, Napoli, Edizioni d’if, 2003.

Lo Dittatore Amore. Melologhi, Pavia, Effigie, 2004.

Crolli, Trieste, Battello stampatore, 2006.

Io e Anne. Confessional poems, Napoli, d’if, 2010.

Nel nosocomio, Massa, Transeuropa, 2011.

Poema (1990/2000), Arezzo, Zona, 2013.

Controlli, Monza, Millegru, 2016.

Anatema, Pavia, Effigie, 2021.

Unamedea, Vecchiano, Valigie Rosse, 2021.

Tande, Montecassiano, Vydia, 2023.

Collaborazioni a riviste

  • Semicerchio

Bibliografia critica essenziale

Cecilia Bello Minciacchi, Rosaria Lo Russo, in Parola plurale. Sessantaquattro poeti italiani tra due secoli, a cura di Giancarlo Alfano e Andrea Cortellessa, Roma, Sossella, 2005, pp. 783-786.

Marco Simonelli, Rosaria Lo Russo: apprendista di agiografia, in «Poeti d’oggi/Italian Poets of Today», n. 13, 2009, pp. 429-444.

Valentina Tinacci, Genealogie della scrittura incestuosa, in «Allegoria», a. XVI, n. 47, Palermo, Palumbo, maggio-agosto 2004, pp. 121-124.

Scheda redatta da Clementina Greco

Ultimo aggiornamento 25 Marzo 2026

Documenti

Copertina della raccolta poetica Nel Nosocomio
Copertina della raccolta poetica Nel Nosocomio
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