Gazebo
Descrizione
Le Edizioni Gazebo vedono la luce a Firenze nel 1984, per iniziativa di Gabriella Maleti, poeta, artista, fotografa, e la compagna, anche lei poeta e critica militante, Mariella Bettarini. Fin dalla fondazione Gazebo si propone come un laboratorio di sperimentazione poetica, accogliendo tra le proprie pubblicazioni voci ‘silenziate’ dal grande pubblico, o scritture emergenti.
Tra le prime pubblicazioni, figura l’antologia collettiva Etrusca-mente: l’opera si inserisce nel solco del rinnovato interesse per l’eredità etrusca nella contemporaneità letteraria e accoglie testi poetici e prosastici di Mariella Bettarini, Gabriella Maleti, Alessandro Franci, Pietro Giacomelli e Giovanni R. Ricci. A partire dalla fine degli anni ’80, la casa editrice si afferma come cassa di risonanza e luogo di promozione per la poesia femminile, similmente alle edizioni forlivesi della Forum/Quinta Generazione. Si ricordano, in particolar modo, Memoria e altre poesie (1988) di Maleti, raccolta di poesie aperta da una lettera del ’88 inviata alla poetessa da Mario Luzi, e Amorosa persona (1989) di Bettarini. Ad aprire il nuovo decennio, nel 1991, Bettarini pubblica poi Delle nuvole, raccolta di poesie accompagnate da fotografie di Maleti. L’anno successivo Maria Grazia Lenisa affida ai tipi Gazebo la sua Laude dell’identificazione con Maria (1992), poemetto mistico-erotico che sottopone il corpo di Maria a una rivoluzionaria e controversa riformulazione teologico-letteraria. L’anno dopo ancora, Elisa Biagini vi esordisce con Questi nodi (1993) e, due anni dopo, la poeta performer Rosaria Lo Russo vi affida il monologo drammatico in prosa poetica Sequenza orante implorazione derelizione derelizione implorazione (1995). Nel 1996 Elia Malagò sceglie Gazebo per la pubblicazione di Soprav(v)ento, raccolta di testi poetici stesi tra il 1989 e il 1994. La casa editrice si avvale anche di un’altra direttrice di riflessione, che l’ha preceduta e in qualche modo ne ha preparato il percorso: si tratta della rivista «Salvo imprevisti». Presentata, dalle sue direttrici, come «quadrimestrale di poesia e altro materiale di lotta», la rivista esordisce nel 1973 nel nome di Antonio Gramsci, riportato in epigrafe. Nelle colonne introduttive del primo numero di febbraio 1973, Bettarini scrive di voler offrire uno spazio per la cultura underground, quella cultura che «a mo’ di talpa tenta di corrodere col proprio lavoro autogestito autofinanziato paziente quotidiano comunitario, il potere della carta stampata con grandi rotative grandi denari, grandi etichette editoriali». Nel giugno 1993 la rivista viene ribattezzata con il nome di «L’area di Broca», marcando un cambiamento anche nei contenuti: se «Salvo imprevisti» accoglieva riflessioni per lo più politiche e socioculturali, inerenti soprattutto alla posizione della donna nella società, «L’area di Broca», come suggerisce il suo nome scientifico, è pensata come centro di riflessione sulla conoscenza, di sé, del corpo, e del linguaggio – anche in termini più psicanalitici. La rivista chiuderà i battenti nel 2024. L’ultima pubblicazione Gazebo di poesia femminile è datata 2023: si tratta della raccolta Il tempo delle parole di Francesca Anselmi. Nel 1998 Paolo Pettinari, poeta e attivista culturale fiorentino, ha creato il sito web Mediateca Italiana, su cui sono disponibili, digitalizzate, le principali opere pubblicate da Gazebo, nonché i numeri di «Salvo imprevisti», poi «L’area di Broca».
Autrici coinvolte
Scheda redatta da Lucia Battistel
Ultimo aggiornamento 19 Marzo 2026

